Cantiere da novembre, rimozione del viadotto e delle macerie da concludersi entro agosto 2027. Sono questi i tempi dettati dalla Procura della Repubblica di Larino per l’eliminazione dall’alveo del Trigno dell’infrastruttura crollata il 2 aprile.
Ieri, i magistrati interessati al caso e i consulenti tecnici della procura hanno incontrato il coordinatore della struttura commissariale Anas per la ricostruzione del ponte – insieme a un ingegnere e a un geologo di fiducia – e i rappresentanti del comando provinciale dei vigili del fuoco per esaminare il progetto Anas di rimozione controllata e il relativo cronoprogramma.

Le recenti operazioni di dragaggio per le nuove ricerche di Domenico Racanati hanno dato esito negativo [LEGGI]. Ora, la speranza è che la salma dell’uomo disperso dal 2 aprile possa essere trovata nelle vicinanze o sotto le campate crollate. Per la famiglia si profila ancora un lungo periodo di angoscia.
I lavori di rimozione
A fare un resoconto alla stampa è la procuratrice che si sta occupando del caso, Elvira Antonelli. Si tratta di interventi ingenti, dal costo di circa 6,5 milioni di euro, che prevedono la rimozione controllata degli impalcati, delle pile e delle strutture di fondazione dell’intero viadotto con mezzi meccanici robotizzati. Gli elementi in cemento armato saranno sezionati e spostati con gru e mezzi di trasporto di elevata potenza.

Le operazioni non si prospettano semplici, nel punto del crollo il fiume è profondo, quindi, per garantire la sicurezza degli operatori, bisognerà deviare il corso del Trigno con strutture provvisorie protette da massi di grandi dimensioni. La stessa procuratrice, poi, spiega che è allo studio anche un’alternativa, «non privo di pericoli», che richiederebbe l’uso di mezzi particolarmente sofisticati: il sollevamento delle campate crollate dalle sponde del fiume.
Secondo la tabella di marcia della procura della Repubblica di Larino, quindi, la cantierizzazione dell’area dovrebbe avvenire entro metà novembre 2026, con le necessarie autorizzazioni da acquisire e la predisposizione dei mezzi necessari; il dragaggio completo dell’area interessata entro giugno 2027; la rimozione delle campate crollate per agosto 2027.

Durante gli interventi l’area sarà dissequestrata. «L’attività di consulenza tecnica della procura della Repubblica è strettamente legata ai tempi di rimozione delle macerie e consisterà nella acquisizione di elementi materiali e tecnici delle fondazioni e delle pile del ponte interessate dal crollo per accertarne le cause».
Ingenti i costi secondo una prima stima: la rimozione delle campate si aggirerebbe intorno al milione di euro, quello di rimozione dell’intero viadotto raggiungerebbe i 6,5 milioni di euro.
Il nuovo ponte
Il cantiere di rimozione, quindi, dovrebbe affiancarsi a quello per la nuova infrastruttura. Il futuro viadotto sorgerà un centinaio di metri a valle e avrà un’unica campata da 92,5 metri con una sola pila nel fiume. I lavori dureranno circa 15 mesi, già in questi giorni dovrebbero partire le indagini geologiche [LEGGI].







