Due furti in villa e diversi tentativi di effrazione negli ultimi due mesi. Ora 24 proprietari di immobili di contrada Canale scrivono alle istituzioni chiedendo interventi urgenti per la sicurezza della zona. «Come cittadini, per tutelare l’incolumità delle nostre famiglie, ci siamo visti costretti a caricarci autonomamente dei costi di un servizio di vigilanza privata, attivo ormai da due mesi». I raid dei ladri, che probabilmente hanno usato il narcotico, hanno lasciato un inevitabile senso di insicurezza nei residenti.

La lettera, datata 26 agosto, è stata inviata alla Prefettura di Chieti, alla Provincia, al Comune, alla Compagnia dei carabinieri e al Commissariato di polizia di Vasto. I firmatari parlano di una «grave situazione di insicurezza, parziale degrado e vulnerabilità» e ricordano che «negli ultimi due mesi, il nostro quartiere è stato teatro di due furti in villa, oltre a diversi tentativi di effrazione». Episodi che, scrivono, «hanno comprensibilmente generato un forte clima di allarme sociale e preoccupazione tra le famiglie». La zona ormai è «molto più frequentata a seguito della riapertura degli accessi al mare». A questo «forte aumento di flussi di persone e veicoli, tuttavia, non è corrisposto alcun incremento del livello di controllo del territorio, lasciando l’area esposta a crescenti rischi».
I 24 proprietari collecitano manutenzioni urgenti: «Le vie della contrada, di proprietà della Provincia di Chieti, versano in condizioni di grave dissesto stradale e sono completamente prive di illuminazione pubblica nelle ore notturne, offrendo una copertura ideale per l’approccio indisturbato alle abitazioni». A preoccupare è anche lo stato delle aree verdi: «I terreni e i margini stradali di pertinenza della Provincia presentano fitte sterpaglie e vegetazione incontrollata. Questo degrado compromette la visibilità e crea facili nascondigli per i malintenzionati».
Ritengono fondamentale la videosorveglianza: «A differenza di altre zone della città di Vasto già ampiamente coperte dalle telecamere pubbliche, contrada Canale risulta del tutto sprovvista di occhi elettronici, privando il territorio di un fondamentale deterrente e di uno strumento di indagine», per garantire «parità di trattamento e di sicurezza rispetto al resto del territorio cittadino», vista la «totale assenza di passaggi e pattugliamenti». «I residenti percepiscono un senso di isolamento istituzionale, non avendo mai riscontrato controlli preventivi nella zona». Perciò da luglio si sono autotassati per pagare un servizio di vigilanza privata. Una soluzione che, per i firmatari, non può però sostituire un intervento delle istituzioni. «Riteniamo tuttavia non più rimandabile un intervento strutturale da parte delle istituzioni e degli enti proprietari». A Prefettura, carabinieri e polizia chiedono «l’effettiva pianificazione di pattugliamenti periodici e controlli preventivi, sia diurni che notturni», adeguando «la presenza dello Stato al nuovo volume di frequentazione della contrada».
I 24 proprietari di case concludono chiedendo «un riscontro urgente e un tempestivo intervento sul campo» per garantire videosorveglianza, controlli, sicurezza stradale e decoro.








