Il Comune di Vasto non ha rispettato tutte le norme sulla privacy degli automobilisti multati tramite le telecamere installate sui semafori. Per questo deve pagare una sanzione da 5mila euro comminata dal Garante della privacy. A oltre due mesi dal provvedimento, i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Francesco Prospero, Guido Giangiacomo e Vincenzo Suriani chiedono ora all’amministrazione di riferire in Consiglio comunale sugli adempimenti adottati.

«Un provvedimento formale sul quale oggi è necessario fare chiarezza, soprattutto rispetto alle misure adottate dall’amministrazione per adeguarsi alle prescrizioni dell’Autorità», affermano i tre consiglieri, che hanno depositato un’interrogazione chiedendo al sindaco Francesco Menna e all’amministrazione di riferire nel primo Consiglio comunale utile. Secondo il Garante, le informative fornite agli automobilisti non erano a norma e quelle più dettagliate risultavano di difficile reperimento, mentre le indicazioni sui diritti degli interessati erano incomplete. Contestati anche la redazione tardiva della valutazione d’impatto, predisposta quando il trattamento era già stato avviato, e il mancato oscuramento delle targhe degli altri veicoli ripresi nei fotogrammi. La valutazione d’impatto trasmessa dal Comune risultava inoltre priva di data certa e non sottoscritta, senza il parere del responsabile della protezione dei dati e non sufficientemente dettagliata rispetto ai diversi trattamenti effettuati. Il Garante ha inoltre valutato negativamente il grado di cooperazione del Comune durante l’istruttoria. Le spiegazioni fornite dall’amministrazione non sono state ritenute sufficienti a superare le contestazioni. Il provvedimento ha quindi disposto anche l’adeguamento delle informative e della valutazione d’impatto.
«Ma non è soltanto l’importo della sanzione a preoccuparci. È il principio», sottolineano Prospero, Giangiacomo e Suriani. «Quando un Comune pretende il massimo rigore dai cittadini, deve essere il primo a rispettare scrupolosamente le regole. La trasparenza e la legalità non sono concetti da esibire nei comunicati stampa, ma un dovere quotidiano a cui le istituzioni non possono sottrarsi».
I consiglieri vogliono sapere innanzitutto quando il provvedimento sia stato comunicato o notificato al Comune, se l’amministrazione abbia deciso di impugnarlo oppure abbia proceduto al pagamento della sanzione, eventualmente avvalendosi della possibilità di versare la metà dell’importo. Chiedono inoltre di conoscere gli atti e le risorse di bilancio utilizzate. Il Garante aveva stabilito che il Comune comunicasse entro trenta giorni dalla notifica, con un riscontro documentato, le iniziative adottate per adeguarsi alle prescrizioni. «A due mesi dalla data del provvedimento, chiediamo quindi all’amministrazione di chiarire pubblicamente se abbia già trasmesso questo riscontro al Garante, in quale data, con quale numero di protocollo e quali interventi siano stati concretamente realizzati».
L’interrogazione chiede infine chiarimenti sul ruolo del Responsabile della protezione dei dati nel periodo interessato dal procedimento e sulle ulteriori iniziative adottate affinché i sistemi di videosorveglianza e di accertamento delle violazioni al Codice della strada siano pienamente conformi alla normativa. «I cittadini hanno diritto alla sicurezza stradale, ma hanno anche diritto alla protezione dei propri dati personali. Le due esigenze non sono in contrasto. Una pubblica amministrazione efficiente e responsabile deve essere in grado di garantire entrambe».







