Incendi, Verrecchia (FdI) chiede riflessione su ricostituzione del Corpo forestale dello Stato

«Una riflessione seria e concreta sulla possibilità di istituire nuovamente, attraverso una forma organizzativa da individuare a livello nazionale, un corpo o una struttura altamente specializzata nelle attività forestali, ambientali e di prevenzione degli incendi». A chiederlo è Massimo Verrecchia, capogruppo di FdI in consiglio regionale, che ha depositato, il 17 agosto, un’apposita risoluzione.

L’obiettivo è chiedere alla giunta regionale di promuovere, nelle sedi istituzionali competenti, una verifica dell’attuale assetto delle funzioni di tutela forestale e ambientale, con particolare riferimento alla prevenzione degli incendi boschivi e al presidio specialistico del territorio. La risoluzione arriva nei giorni letteralmente infernali per l’Abruzzo con numerosi incendi che stanno devastando il patrimonio forestale, come quello sul Morrone.

“Il nostro patrimonio foresta deve essere tutelato con strumenti adeguati, soprattutto in una fase nella quale gli incendi boschivi sono sempre più frequenti e complessi, anche a causa dei cambiamenti climatici, delle alte temperature e dei periodi di siccità. A questo si aggiunge un problema che non possiamo più ignorare: la scarsa o insufficiente gestione preventiva del bosco in molte aree. Parliamo di selvicoltura, diradamenti delle pinete, realizzazione e manutenzione delle fasce tagliafuoco, strade forestali e rimboschimenti laddove il bosco non è in grado di rigenerarsi naturalmente. Insomma, l’incendio si batte a fiamme spente: la prevenzione si fa prima che l’incendio divampi, creando le condizioni affinché chi deve intervenire possa avere più facilmente accesso alle aree interessate, controllare il territorio e operare con maggiore rapidità ed efficacia nello spegnimento».

Massimo Verrecchia

La risoluzione prende le mosse dalla riforma avviata con la legge n. 124 del 2015 e attuata dal decreto legislativo n. 177 del 2016, che ha portato all’assorbimento del corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri e alla redistribuzione delle competenze, attribuendo in particolare al Corpo nazionale dei vigili del fuoco la lotta attiva contro gli incendi boschivi e lo spegnimento con mezzi aerei.
«È doveroso verificare con pragmatismo se quell’assetto organizzativo sia ancora pienamente adeguato alle esigenze attuali. Non si tratta assolutamente di mettere in discussione la professionalità e l’impegno dell’Arma dei carabinieri, dei vigili del fuoco, della protezione civile, degli enti locali e dei tanti volontari che ogni giorno operano sul territorio. Dobbiamo chiederci se sia possibile rafforzare ulteriormente il sistema, recuperando quelle competenze tecniche e quella conoscenza capillare del territorio che per decenni hanno caratterizzato il Corpo forestale dello Stato.

La risoluzione chiede quindi alla giunta di rappresentare al Governo e al Parlamento l’opportunità di avviare una riflessione sull’organizzazione delle strutture preposte alla tutela del patrimonio forestale, sostenendo eventuali iniziative legislative nazionali finalizzate a rafforzare specializzazione, presenza territoriale e competenze tecniche.

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