«Le recenti polemiche sui meriti dell’ammodernamento della stazione ferroviaria Vasto-San Salvo, alimentate sui social anche attraverso video e contrapposizioni, rischiano di trasformare un risultato importante per tutto il territorio nell’ennesima occasione di scontro politico».
Il coordinamento dei socialisti del Vastese prova a stemperare gli animi sull’ultima diatriba social [LEGGI]. Dopo la pubblicazione da parte del sindaco di Vasto, Francesco Menna, di uno dei suoi numerosi reel da dentro la stazione di recente riqualificata, il vicesindaco di San Salvo, Eugenio Spadano, ha ripercorso la vicenda.

«Riteniamo che questo modo di fare abbia poco a che vedere con una politica seria e responsabile, capace di guardare agli interessi delle nostre comunità e di costruire collaborazione tra territori così vicini e profondamente connessi che, per molti aspetti, possono ormai essere considerati parte di un’unica area territoriale – scrive in una nota il coordinamento socialista – Vasto e San Salvo, insieme ai Comuni del comprensorio, condividono economia, lavoro, industria, turismo, servizi, infrastrutture e mobilità. Continuare a ragionare secondo vecchi campanilismi, rivendicando meriti e primogeniture, significa non comprendere fino in fondo le sfide che abbiamo davanti».
«L’ammodernamento della stazione Vasto-San Salvo deve essere considerato un risultato dell’intero territorio, non una bandierina da piantare per attribuirsi un merito politico. Una stazione più moderna, funzionale e accessibile serve ai cittadini di Vasto, di San Salvo e dell’intero comprensorio, così come alle imprese, ai lavoratori e ai turisti».
«Sappiamo bene che ci aspettano mesi politicamente complicati, anche perché Vasto e San Salvo saranno chiamate contemporaneamente al rinnovo delle rispettive amministrazioni comunali. È naturale che il confronto politico si intensifichi e che ciascuna forza presenti ai cittadini le proprie idee, i propri programmi e il proprio giudizio su quanto realizzato. Ma non tutto può e deve diventare motivo di campagna elettorale. Ci sono questioni che riguardano il futuro dell’intero territorio e che dovrebbero essere affrontate con responsabilità, collaborazione istituzionale e capacità di guardare oltre la prossima scadenza elettorale».
«Allo stesso tempo, abbiamo l’impressione che alcuni gruppi di interesse esterni a Vasto guardino con particolare attenzione alla prossima competizione elettorale, con l’ambizione di aumentare la propria influenza sulla città più importante del territorio. È una dinamica che non può essere ignorata. Vasto deve essere aperta alla collaborazione con San Salvo e con tutti i Comuni del comprensorio, ma collaborazione e integrazione non possono significare rinunciare alla propria autonomia politica, amministrativa e decisionale. Il progetto di un Vastese più forte deve nascere da comunità che collaborano alla pari, mettendo insieme energie, competenze e capacità di rappresentanza».
«Unire il territorio significa rafforzare tutti, non occupare spazi politici altrui. Anche perché i problemi veri del Vastese sono molti e richiederebbero ben altre energie rispetto alle polemiche e ai video sui social. Pensiamo innanzitutto alla scarsità dell’acqua, alle continue interruzioni e alle difficoltà di approvvigionamento che ancora troppo spesso lasciano cittadini, famiglie e attività economiche senza un servizio essenziale. È su questioni come queste che la politica dovrebbe confrontarsi e soprattutto costruire una posizione comune del territorio. Così come dobbiamo occuparci seriamente del futuro della riforma che si sta discutendo in Regione sull’organizzazione degli ambiti e sulla gestione del servizio idrico. Sono decisioni che potranno incidere profondamente sugli assetti futuri e sulla capacità dei nostri territori di avere voce nelle scelte che riguardano un bene fondamentale».
«Su questo, come socialisti, vogliamo essere chiari: l’acqua è un bene comune e deve restare pubblica. La sua gestione deve essere efficiente, trasparente e capace di garantire un servizio adeguato ai cittadini, ma il principio della natura pubblica dell’acqua e del controllo pubblico sulla sua gestione deve essere salvaguardato. Sono queste le questioni sulle quali Vasto, San Salvo e l’intero comprensorio dovrebbero unire le forze, superando le appartenenze politiche quando sono in gioco gli interessi strategici della popolazione».
«Da altre parti dell’Abruzzo si discute da tempo di Grande Pescara, di integrazione territoriale, di servizi, infrastrutture e strategie comuni di sviluppo. Nel nostro territorio, invece, troppo spesso rischiamo di dividerci persino sulle opere che dovrebbero unirci. Dobbiamo cambiare prospettiva. I rappresentanti politici e istituzionali del Vastese, pur nel rispetto delle diverse appartenenze e sensibilità politiche, devono collaborare molto di più sui grandi temi strategici: infrastrutture, trasporti, sanità, acqua, sviluppo industriale, turismo, ambiente e servizi».
«Su queste questioni non dovrebbero esistere confini di partito o competizioni tra Comuni. Deve esistere prima di tutto l’interesse del Vastese. Perché se non saremo capaci di unire le forze e di presentarci con maggiore peso nei confronti della Regione e del Governo nazionale, il rischio concreto è quello di assistere a una progressiva marginalizzazione del nostro territorio, fino a diventare periferia nelle grandi scelte strategiche dell’Abruzzo».
«Il futuro del Vastese non si costruisce discutendo sui social su chi abbia più meriti. Si costruisce lavorando insieme per ottenere più risultati, difendendo il territorio e affrontando i problemi concreti dei cittadini. La campagna elettorale arriverà e ognuno farà legittimamente la propria parte, ma gli interessi del Vastese devono venire prima delle elezioni e delle appartenenze politiche».







