Punta Penna, voci sull’abbattimento di capanne e sculture in legno. Barisano: «Non è ancora deciso»

Le voci su un imminente abbattimento delle capanne in legno e delle sculture realizzate con tronchi e rami restituiti dal mare hanno acceso il dibattito sui social a Vasto. Al centro della discussione ci sono le installazioni spontanee presenti sulla spiaggia di Punta Penna, il tratto più ampio della Riserva naturale di Punta Aderci: per alcuni sono ormai elementi caratteristici del paesaggio, per altri si tratta invece di opere abusive da rimuovere. Sui social c’è chi annuncia il repulisti già per la giornata di domani.

Dall’amministrazione comunale, però, arriva una parziale frenata. «La voce su un abbattimento nella giornata di domani è una fake news che gira sui social», dice a Chiaro Quotidiano l’assessore all’Ambiente, Gabriele Barisano. «Stiamo valutando come e quando intervenire. Non abbatteremo tutto e, di certo, non le sculture. Però ci sono alcune capanne dove di notte ignoti fanno di tutto: mangiano, bevono, accendono fuochi e vanno a drogarsi. Le foto lo testimoniano, sono segnalazioni che ci sono arrivate. Poi Barisano fa riferimento all’ultimo episodio di cronaca: «Due giorni fa, le forze dell’ordine e il 118 sono intervenuti per soccorrere un bagnante che era stato malmenato». Sottolinea che l’ordinanza regionale considera le capanne in legno sulle spiagge «a tutti gli effetti costruzioni abusive».

«Ho chiesto alla Regione Abruzzo – precisa Barisano – di inserire nell’ordinanza anche il divieto di installare gazebo a Punta Penna e questa mia richiesta è stata recepita». Le sculture con legno trasportato dal mare sono state realizzate da Gianluca Verna, le baracche da ignoti.

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