«No alla disinformazione sul Parco della Costa teatina: tutela e sviluppo devono camminare insieme»

Non si placa la discussione intorno all’istituzione del Parco della Costa teatina imposta dalla recente sentenza del Tar. Dopo i dubbi espressi dalla Lega [LEGGI], da alcuni sindaci e dall’ex consigliere vastese Edmondo Laudazi (Il Nuovo Faro, LEGGI) sul freno che il parco metterebbe allo sviluppo, interviene Italia Nostra.

L’associazione, innanzitutto, esprime soddisfazione per un «importante risultato, frutto di oltre vent’anni di impegno delle associazioni ambientaliste, dei cittadini e di quanti hanno creduto nella necessità di tutelare uno dei tratti costieri più preziosi d’Italia».
Il presidente del Consiglio delle sezioni Italia Nostra Abruzzo, Pierluigi Vinciguerra, si dice, poi, sorpreso dalle «recenti dichiarazioni di alcuni amministratori regionali e locali che definiscono il Parco un progetto superato, capace di bloccare lo sviluppo, penalizzare agricoltura, artigianato e turismo, arrivando perfino a promuovere raccolte di firme contro la sua istituzione».

«Queste affermazioni – dice Vinciguerra – ripropongono una visione ormai superata, che contrappone tutela ambientale e sviluppo economico. È una contrapposizione che i fatti smentiscono. I parchi nazionali più virtuosi dimostrano come la conservazione del patrimonio naturale e paesaggistico possa diventare un potente motore di crescita, occupazione, valorizzazione delle produzioni locali, turismo sostenibile e qualità della vita».

Italia Nostra, da tempo, ha avviato un percorso nazionale di aggiornamento della legge quadro n. 394/1991 sulle aree protette con l’obiettivo di adeguare la normativa alle nuove sfide poste dalla Strategia europea per la Biodiversità 2030, dal Regolamento europeo sul Ripristino della Natura, dalla Rete Natura 2000 e dalla riforma costituzionale che ha introdotto la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Repubblica.

«Come ha affermato il Presidente nazionale di Italia Nostra, Edoardo Croci – ricorda Vinciguerra – i parchi devono diventare un sistema nazionale interconnesso capace di tutelare biodiversità, paesaggio e patrimonio culturale, promuovendo al tempo stesso comunità vive, agricoltura di qualità, turismo lento, filiere locali e sviluppo realmente sostenibile».

«La proposta di riforma supera definitivamente l’idea del parco come semplice insieme di vincoli: i parchi devono essere infrastrutture ecologiche del Paese, fondate sulla partecipazione delle comunità locali, sul ruolo della ricerca scientifica, sul coordinamento della pianificazione territoriale e sulla valorizzazione delle attività economiche compatibili».

«Per questo risultano ancora più incomprensibili le campagne di disinformazione che alimentano paure infondate e contrappongono cittadini e operatori economici alla tutela del territorio. Chi continua a descrivere il Parco come una minaccia ignora non solo l’evoluzione della normativa nazionale, ma anche gli indirizzi dell’Unione Europea, che impongono agli Stati membri obiettivi sempre più ambiziosi di conservazione della biodiversità e di ripristino degli ecosistemi. Il vero rischio per la Costa Teatina non è il Parco, ma il progressivo consumo di suolo, la frammentazione degli habitat, la perdita di identità del paesaggio e uno sviluppo privo di una visione di lungo periodo».

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