Tribunali a rischio, il Coordinamento scrive a Meloni: «Basta proroghe, ora una soluzione definitiva»

Il coordinamento per la salvaguardia dei tribunali sub-provinciali dell’Abruzzo torna a sollecitare una soluzione definitiva per i presìdi giudiziari di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto. Nel corso di una riunione in videoconferenza, sindaci e presidenti degli Ordini forensi hanno annunciato l’intenzione di scrivere nei prossimi giorni al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlamentare eletta in Abruzzo, per chiedere un intervento diretto sulla vicenda.

Il palazzo di giustizia di Vasto

«Un’ennesima proroga lascerebbe davvero l’amaro in bocca per una straordinaria e quanto mai attesa occasione persa. O con l’emendamento o con il disegno di legge Nordio, le azioni risolutive vanno compiute adesso, con l’impegno, la convergenza e la responsabilità di tutte le forze parlamentari», afferma il coordinamento.

Pur esprimendo soddisfazione per le interlocuzioni avute nelle scorse settimane a Roma con il presidente della Commissione Giustizia della Camera e con le delegazioni dei partiti di maggioranza e opposizione, i componenti del coordinamento chiedono di accelerare sull’approvazione dell’emendamento 5.0.1 alla legge di conversione del decreto legge 100/2026 oppure, in alternativa, sul percorso legislativo del disegno di legge del ministro Carlo Nordio.

«Abbiamo ravvisato l’assoluta convergenza delle posizioni espresse in merito alla necessità di salvaguardare, in via definitiva, gli uffici giudiziari di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto», sottolinea il coordinamento, ricordando però che il prossimo 31 dicembre scadrà l’attuale proroga che ha evitato la soppressione dei tribunali.

Particolare attenzione viene posta sull’emendamento depositato da Pd e Movimento 5 Stelle, il cui contenuto «replica l’articolo 2 del Ddl Nordio per quanto di riferimento ai tribunali abruzzesi». Il coordinamento evidenzia inoltre che «i senatori del Pd Michele Fina e del M5S Gabriella Di Girolamo hanno dichiarato di recente e pubblicamente di essere disponibili anche a sottoscrivere un emendamento di maggioranza, pur di arrivare all’obiettivo, al di là di chi abbia la prima firma».

L’emendamento presenta tempi potenzialmente più rapidi rispetto alla riforma della geografia giudiziaria: il decreto legge dovrà infatti essere convertito entro il 12 agosto.

Per questo il coordinamento annuncia di voler scrivere alla premier Meloni «per interessarla direttamente della questione e per chiederle attenzione e sostegno per superare definitivamente eventuali “scogli” politici che potrebbero palesarsi all’orizzonte».

«Questi sono gli ultimi minuti di gioco. Serve l’impegno del Governo e di tutti i partiti politici per stabilizzare definitivamente i nostri uffici giudiziari», concludono i componenti del coordinamento.

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