«Ferma contrarietà ai contenuti politici che l’ex generale continua a veicolare nel Paese e, oggi, anche nel nostro territorio». In occasione dell’arrivo dell’ex generale Roberto Vannacci, l’Anpi di Vasto prende posizione.
«Tanto per citarne alcuni, nei suoi scritti e nei suoi interventi pubblici Vannacci ha più volte descritto il movimento femminista con toni sprezzanti, arrivando a definire le femministe delle “moderne fattucchiere” e a sostenere una visione della donna incentrata sul ruolo di madre e sulla famiglia tradizionale, in contrapposizione a percorsi di autonomia economica e professionale. Si tratta di affermazioni che l’Anpi di Vasto giudica in evidente contrasto con diversi punti della nostra Costituzione, che sanciscono la piena parità di diritti e di dignità tra uomini e donne in ogni ambito della vita sociale, familiare e lavorativa. Ridurre l’emancipazione femminile a una minaccia per la “Famiglia” significa negare decenni di lotte e conquiste civili, dal diritto di voto al diritto al lavoro, fino alla parità salariale, di cui ancora attendiamo la piena realizzazione».

«Resta inoltre da condannare con fermezza la retorica adottata da Vannacci nei confronti delle persone Lgbt+, definite pubblicamente come non rientranti nella “normalità” e bersaglio di affermazioni che ne mettono in discussione la piena dignità sociale e familiare. Non è accettabile che simili posizioni vengano normalizzate o presentate come mero “buonsenso”: la dignità delle persone queer non è un’opinione né una questione di gusti, ma un diritto costituzionalmente garantito».
«Il tema della cosiddetta “remigrazione”, cavallo di battaglia della proposta politica di Vannacci, non è una posizione legittima nel dibattito su immigrazione e sicurezza: è un progetto che mira a distinguere cittadini di serie A e cittadini di serie B in base all’origine, alla provenienza o alla fede religiosa. Una simile impostazione collide frontalmente con l’articolo 3 della Costituzione, che sancisce l’eguaglianza di tutti i cittadini “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione”. Non si tratta di una provocazione isolata, ma di un disegno politico organico che l’Anpi considera pericolosissimo per la tenuta democratica del Paese».
«Desta inoltre preoccupazione l’atteggiamento più volte manifestato da Vannacci nei confronti della Russia e della sua leadership. Relativizzare o giustificare l’aggressione militare russa in Ucraina significa indebolire i principi di sovranità, autodeterminazione dei popoli e il diritto internazionale su cui si fonda anche il nostro ordinamento».
L’Anpi di Vasto conclude, quindi, ribadendo che «i valori di solidarietà, uguaglianza e antifascismo, nati dalla Resistenza e scritti nella Carta costituzionale, non sono negoziabili, né a Vasto né altrove».









