Piatti e bicchieri di plastica, lattine, cartacce unte e avanzi di cibo nascosti tra la vegetazione. Il lunedì, al Parco San Benedetto, sul litorale di Canale, il panorama cambia volto. Alla bellezza di uno dei tratti più suggestivi della costa vastese fanno da contraltare i resti dei bivacchi lasciati da chi, dopo una giornata di mare, se ne va senza raccogliere i propri rifiuti.
È una scena che si ripete puntualmente nei fine settimana estivi, quando l’area richiama centinaia di bagnanti e visitatori. La maggior parte la frequenta con rispetto, ma basta una minoranza di incivili per disseminare la spiaggia e la vegetazione retrostante di immondizia, trasformando un luogo di pregio naturalistico in una discarica a cielo aperto.

L’istituzione del Parco San Benedetto, nel 2024, frutto della collaborazione tra Provincia di Chieti, Comune di Vasto e Legambiente, aveva l’obiettivo di tutelare e valorizzare quest’area. Il progetto è nato dopo la rimozione, avvenuta l’anno precedente, delle vecchie recinzioni delle concessioni rilasciate in passato dalle Ferrovie dello Stato e decadute con il passaggio della proprietà alla Provincia di Chieti, restituendo alla collettività un tratto di litorale di grande valore paesaggistico.

La nascita del parco non è bastata a favorire un turismo più responsabile. Dopo quasi ogni fine settimana tornano le segnalazioni e le immagini dei rifiuti abbandonati tra i cespugli e lungo la spiaggia, rendendo necessari nuovi interventi di pulizia. Di fronte a un fenomeno che si ripete ormai da anni, campagne di sensibilizzazione e appelli al senso civico sembrano non essere sufficienti. Secondo i bagnanti che rispettano le regole e la bellezza dei luoghi, sorveglianza e fototrappole sarebbero legli unici deterrenti.







