Tribunale di Vasto, rientra l’allarme: gli impiegati stabilizzati tornano quasi tutti in servizio

L’emergenza è durata appena 24 ore. Quasi tutti gli impiegati appena stabilizzati sono rientrati oggi in servizio al Palazzo di giustizia di Vasto. Ieri hanno firmato il contratto a tempo indeterminato che li pone alle dipendenze del Tribunale di Chieti, dal quale sono stati poi assegnati al Tribunale di Vasto. Si tratta di nove addetti dell’Ufficio per il processo (Upp) e di due tecnici: complessivamente due unità in meno rispetto a quelle in servizio fino a due giorni fa in via Bachelet. La vicenda si chiude così con un sospiro di sollievo, dopo il timore che uffici fondamentali per il funzionamento della macchina giudiziaria potessero rimanere sguarniti.

Il palazzo di giustizia di Vasto

Il piano delle stabilizzazioni prevedeva infatti che, nel Distretto dell’Aquila, tutto il personale passato dal contratto a termine al rapporto di lavoro a tempo indeterminato fosse assegnato ai tribunali provinciali. Una disposizione che aveva fatto scattare l’allarme negli uffici giudiziari di Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona. I tribunali sub-provinciali, infatti, sarebbero rimasti a corto di personale, con il rischio di compromettere il rispetto del calendario dei processi e, più in generale, il funzionamento della giustizia di prossimità.

Per questo i presidenti dei quattro tribunali avevano scritto una lettera chiedendo di rivedere la distribuzione del personale amministrativo, «in quanto il recente decreto ministeriale del 23 giugno 2026, in tema di procedure di stabilizzazione del personale Pnrr, ne dispone una riduzione». È quanto si legge nella nota che la presidente dell’Ordine degli avvocati di Vasto, Maria Sichetti, ha inviato a sostegno della richiesta formulata dal presidente del Tribunale di Vasto, Michele Monteleone.

«La nota, in adesione ad altra inoltrata dal Presidente del Tribunale di Avezzano, evidenzia, infatti, che il personale Pnrr costituisce una risorsa necessaria e fondamentale per la sopravvivenza dell’Ufficio, soprattutto considerando la carenza di personale amministrativo determinata dal decreto legislativo 155 del 2012, che ha rivisitato la geografia giudiziaria. L’Avvocatura vastese aderisce pienamente alle osservazioni e alle preoccupazioni ivi indicate e, sebbene nelle ultime ore stiano giungendo notizie positive circa un contenimento di tali criticità, con l’auspicio che si arrivi presto a una soluzione pressoché definitiva del problema sollevato, ritiene comunque doveroso puntualizzare alcuni aspetti. Il tema della distribuzione del personale amministrativo e dell’adeguamento delle relative piante organiche è strettamente collegato all’annosa vicenda della riforma della geografia giudiziaria del 2012, a seguito della quale, come noto, l’Abruzzo è risultata la regione più penalizzata. Oggi il Tribunale di Vasto è pienamente operativo ed efficiente e ogni tentativo di escluderlo dal piano di stabilizzazione del personale amministrativo costituisce un gravissimo attacco alla sua sopravvivenza, sia perché vanificherebbe gli sforzi compiuti finora per la sua salvaguardia, sia perché mal si concilierebbe con una programmazione dell’attività giudiziaria orientata a garantire nel tempo efficacia ed efficienza del sistema giustizia e della giurisdizione nel nostro territorio. Il blocco delle piante organiche del personale amministrativo, o comunque la previsione di criteri di stabilizzazione e assegnazione non ancorati alle effettive esigenze operative dei singoli tribunali, risponde a logiche ben lontane dagli obiettivi di efficienza giudiziaria. Occorrono, quindi, scelte e decisioni realmente orientate a una giustizia più funzionale, più vicina ai territori particolarmente fragili e capace di porre al centro della propria azione, soprattutto, il cittadino».

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