Un’interdittiva antimafia nei confronti di una società con sede nel Vastese che opera nel settore dei servizi di portierato e controllo accessi. Il provvedimento è stato adottato il 23 giugno dal prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino, al termine di un’istruttoria condotta dalle forze di polizia e valutata dal Gruppo interforze antimafia istituito in Prefettura.
Come spiega Palazzo di Governo, l’interdittiva ha «natura cautelare e preventiva» e si basa su elementi diversi da quelli richiesti in sede penale, dai quali è stata desunta, secondo il criterio del «più probabile che non», «la sussistenza di un rischio di prossimità con la criminalità organizzata».

Si tratta di una misura amministrativa di prevenzione che mira a impedire possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale. L’interdittiva preclude infatti alle imprese destinatarie la possibilità di instaurare o mantenere rapporti con la pubblica amministrazione, come appalti, concessioni, autorizzazioni e contributi pubblici.
La Prefettura sottolinea che il provvedimento può essere adottato anche quando non esiste un rapporto contrattuale tra l’impresa e la pubblica amministrazione. Lo scopo, infatti, è quello di evitare «il rischio di inquinamento dell’economia legale e l’alterazione del funzionamento della libera concorrenza», prevenendo eventuali infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale.
La Prefettura richiama anche l’orientamento della Corte costituzionale, secondo cui la diffusione delle infiltrazioni mafiose nell’economia richiede un’azione preventiva capace di escludere dal circuito dell’economia legale le imprese ritenute permeabili agli interessi della criminalità organizzata, a tutela della sicurezza, della libertà economica e della concorrenza. L’adozione dell’interdittiva rientra nella costante attività di monitoraggio del territorio provinciale, «con un focus su quelle zone che risultino maggiormente attrattive per la criminalità extra-regionale» e con particolare attenzione alle attività economiche maggiormente esposte.
Quello adottato nei confronti della società del Vastese è il terzo provvedimento antimafia disposto negli ultimi tre anni in provincia di Chieti. Nel 2023 le interdittive avevano riguardato cinque aziende, nel 2024 una concessionaria di auto e nel 2025 un’altra società con sede nel territorio provinciale.







