Due tra i luoghi più suggestivi e frequentati della costa vastese deturpati, ancora una volta, dall’abbandono di rifiuti. È la denuncia che arriva a Chiaro Quotidiano da alcuni lettori, che hanno inviato fotografie scattate nel Parco San Benedetto e sulla spiaggia di San Nicola, documentando l’abbandono di rifiuti in aree di grande pregio naturalistico.

Particolarmente significativa la situazione al Parco San Benedetto, l’area del litorale di Canale destinata a diventare un parco attrezzato. Qui i rifiuti sono stati abbandonati nelle zone di parcheggio e perfino sotto il cartello che segnala l’ingresso al futuro parco. Un’immagine che stride con la bellezza del tratto di litorale, caratterizzato da scogliere e ciottoli e restituito alla fruizione pubblica dopo la rimozione, nel 2023, delle vecchie recinzioni delle ex concessioni ferroviarie.

Ma il problema non riguarda solo il Parco San Benedetto. Segnalazioni analoghe arrivano anche dalla spiaggia di San Nicola, altro tratto molto apprezzato da residenti e turisti. Anche qui l’abbandono indiscriminato di rifiuti continua a deturpare il paesaggio, nonostante la crescente frequentazione dell’area. Da una parte la bellezza della costa vastese, dall’altra l’inciviltà di chi continua a scambiare spiagge, parcheggi e aree verdi per luoghi in cui abbandonare i propri rifiuti.









In argomento di rifiuti, qualcuno non ha capito che solo una severa repressione può portare alla invocata “civiltà”.
Si è illuso chi ha creduto che il comportamento invidiabile di alcune nazioni, come ad esempio quelle scandinave, fosse frutto di una innata mentalità ultra-civile: è solo il risultato di una prolungata e severa azione di controllo e punizione.
È questa che indirizza e condiziona l’educazione anche nelle famiglie.
Non esiste altro modo per educare gli uomini.
Purtroppo, i primi a non volerlo capire sono i politici e i dirigenti civili e militari, che sempre meno intendono appesantire il lavoro proprio e dei sottoposti.
La diffusa e ingenua attività di ripulitura volontaria dei luoghi pubblici, benché tanto vantata, è una delle più grandi fesserie, che distoglie l’attenzione e le risorse dal controllo e dalla repressione. E fa felici gli inquinatori, oltre a restituirgli gli spazi per perseverare nel reato.
In sintesi, solo individuando in flagrante i trasgressori, punendoli in modo pesante e pubblicizzando le misure punitive inflitte, senza sconti e giustificazioni (quelli che spesso provengono dai politici senza nerbo e dai fiancheggiatori, pronti a emulare i trasgressori) si può sperare in una inversione della consolidata distruttiva tendenza.