Si preannuncia una stagione complicata per i produttori di drupacee dell’area dell’Eurortofrutticola del Trigno. Secondo le stime raccolte da Cia Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, la produzione di pesche, nettarine e albicocche registra quest’anno una flessione compresa tra il 20 e il 25 per cento rispetto ai livelli ordinari. A incidere sull’andamento della campagna sono state soprattutto le condizioni meteorologiche della primavera. Temperature inferiori alla media e un elevato tasso di umidità durante le delicate fasi di allegagione e sviluppo dei frutti hanno compromesso parte della produzione, riducendo i quantitativi disponibili per il mercato.

Le condizioni climatiche sono migliorate nelle ultime settimane, favorendo la maturazione e garantendo una buona qualità dei frutti attualmente in raccolta. Tuttavia, spiegano dall’organizzazione agricola, gli effetti delle criticità primaverili sulle quantità raccolte non possono più essere recuperati. Alle difficoltà produttive si aggiunge l’aumento dei costi che continua a gravare sui bilanci delle aziende agricole. In particolare, il rincaro dei carburanti ha determinato un aumento delle spese lungo tutta la filiera, dal trasporto al confezionamento fino ai materiali di imballaggio. Secondo Cia Chieti-Pescara, i costi legati a packaging e logistica risultano cresciuti di circa il 30 per cento rispetto agli anni precedenti.
Sul fronte commerciale, il ritorno delle temperature estive ha favorito una lieve ripresa dei consumi, ma la domanda continua a mostrarsi debole rispetto alle aspettative dei produttori. Una situazione che rende difficile compensare, attraverso i prezzi di vendita, l’incremento dei costi sostenuti dalle imprese.
«Siamo di fronte a una campagna complessa», commenta il presidente di Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba. «La qualità dei prodotti è buona, ma i quantitativi disponibili sono inferiori alla norma e i costi di produzione continuano a crescere. La remunerazione non è ancora adeguata agli investimenti e alle spese sostenute dalle aziende». Sulla stessa linea il presidente dell’Eurortofrutticola del Trigno, Nicolino Torricella, che sottolinea come il settore stia affrontando una fase delicata caratterizzata da volumi inferiori alle attese e da consumi ancora prudenti. «Serve equilibrio lungo tutta la filiera per garantire continuità e sostenibilità al comparto».
Cia Chieti-Pescara ricorda inoltre che le drupacee rientrano tra le colture maggiormente esposte alle variabili climatiche e alle oscillazioni della domanda. La limitata conservabilità di questi prodotti rende infatti essenziale una rapida commercializzazione e un corretto bilanciamento tra offerta e consumi. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’evoluzione della campagna. I produttori confidano che il pieno avvio della stagione estiva e il mantenimento di condizioni meteo favorevoli possano sostenere la domanda e valorizzare il lavoro delle aziende del territorio.







