Nell’annosa questione del contenzioso tra Civeta e Comune di San Salvo, alla fine, potrebbe essere percorsa la via della conciliazione. L’ente guidato dalla sindaca Emanuela De Nicolis intende infatti aderire alla definizione bonaria della faccenda proponendo il riconoscimento di una cifra complessiva di 60mila euro. Il Civeta, dal canto suo, quando ha citato in giudizio il Comune, ha chiesto il versamento di 636.986 euro, cifra che, con gli interessi maturati, salirebbe fino a circa 800mila euro.

La vicenda risale al biennio 2009-2010, quando il Civeta effettuava ancora la raccolta e il trasporto dei rifiuti. L’allora consorzio, proprio per questi specifici servizi aggiuntivi avanzò la richiesta di somme aggiuntive a quanto stabilito nel contratto. Il Comune, all’epoca guidato dal sindaco Gabriele Marchese, ha sempre contestato tale pretesa (perché il consorzio avrebbe prima accettato la proroga del contratto alle stesse condizioni) e, successivamente, sanzionò il Civeta per alcune inadempienze.

Nell’udienza di un anno fa, il giudice del tribunale di Vasto ha invitato le parti – il Civeta rappresentato dall’avvocata Alessandra Notaro e il Comune assisto da Donatella Aquilano – a valutare ipotesi conciliative.
Dopo la prima offerta di 50mila euro, il giudice ha meglio precisato la proposta conciliativa circa la somma da riconoscere a favore del Civeta: si tratta della “corresponsione da parte del Comune di San Salvo a Civeta srl di un importo pari al corrispettivo per i servizi eseguiti, calcolato in base alle condizioni contrattuali dell’ultimo contratto stipulato, con rinuncia da parte del Comune alle somme trattenute a titolo di sanzioni, con compensazione integrale delle spese di lite».

La giunta del Comune, in vista della prossima udienza, ha quindi approvato la formulazione definitiva dell’accordo per una cifra complessiva massima di 60mila euro (42mila euro di fatture e il resto di interessi legali e rivalutazione).
Se la proposta sarà accettata, si scriverà quindi la parola fine su una vicenda che si trascina da 15 anni, citata nei bilanci societari e finita spesso nelle polemiche degli ultimi anni che hanno riguardato l’ex consorzio.







