«La recente diffida inviata dal sindaco di Cupello alla Sasi, a seguito dei disservizi che hanno lasciato senz’acqua circa 300 famiglie del nostro comune, rappresenta un atto dovuto. Tuttavia, sappiamo che questa misura, da sola, non è sufficiente a risolvere in modo definitivo le criticità strutturali del servizio». A intervenire è Dario Leone, capogruppo di Officina Cupello.

La vicenda è quella dei disservizi idrici che hanno colpito duramente alcune contrade cupellesi nonostante i serbatoi fossero pieni. Per questi motivi, la sindaca Graziana Di Florio ha diffidato la Sasi.
«La soluzione centrale risiede nella proposta che Officina Cupello ha presentato in consiglio comunale nell’estate del 2024 – continua Leone – In quell’occasione è stata votata all’unanimità una risoluzione che impegna il sindaco a promuovere il controllo analogo nei confronti di Sasi, d’intesa con le altre amministrazioni locali. Dalla sua costituzione, Sasi non è stata oggetto di un monitoraggio sistematico da parte dei Comuni, che sono i legittimi proprietari delle reti idriche».
«Come emerso anche dal confronto costruttivo con l’associazione Acqua Nostra, riteniamo che l’attivazione di questo strumento istituzionale sia la chiave per garantire una gestione efficiente della risorsa idrica. Ad oggi, nonostante le sollecitazioni annuali, questo percorso di controllo congiunto non ha ancora avuto inizio. Riteniamo che il coinvolgimento attivo e diretto degli enti pubblici sia l’unica strada percorribile per tutelare i diritti dei cittadini, superando la logica degli interventi emergenziali. Chiediamo pertanto formalmente all’amministrazione comunale quali siano gli ostacoli che hanno rallentato l’applicazione della risoluzione approvata all’unanimità e auspichiamo l’avvio immediato del controllo analogo per il bene della comunità».







