Una crescita economica e civile, così l’edizione nazionale de Il Tempo definiva esattamente 42 anni fa il processo di sviluppo nelle aree industriali del Vastese. È quanto si può leggere nell’ampio reportage che il noto quotidiano romano dedicò al nostro territorio il 16 maggio 1984 (il pdf leggibile, ad alta risoluzione, è scaricabile in fondo all’articolo). Qualche centinaio di copie di quel numero è accatastato (probabilmente frutto di un massiccio acquisto dell’allora Consorzio per l’area di sviluppo industriale del Vastese), preda dell’umidità, nei locali di servizio dello sbarramento sul Trigno, in territorio di Lentella, crollato nel 2015, di cui vi abbiamo parlato nell’ampio servizio del 22 aprile [GUARDA].

Un viaggio nel Vastese che produce
Quell’impianto sorto proprio per consentire e supportare la nascente area industriale negli anni Sessanta, oggi giace in rovina e all’interno dei locali – fino a qualche tempo fa aperti e accessibili a tutti – si trovano le copie del quotidiano che glorificava la crescita produttiva di questo territorio. Nelle quattro pagine dell’inserto Alla scoperta dell’Italia che lavora e produce vengono raccontati i progressi e le speranze delle zone industriali di San Salvo, Gissi/Monteodorisio e Vasto (città della quale viene esaltata anche la vocazione turistica).


All’epoca la copertura mediatica nazionale di queste zone non era frequente (e la diffusione di notizie non era facilitata dai social o dal web), così, come si legge dall’introduzione del giornalista Carlo De Risio, l’attenzione al Vastese è stata stimolata dall’Associazione industriali della provincia di Chieti. «Bene ha fatto – scrive Di Risio – perché queste realtà un po’ nascoste vengano finalmente “rivelate”.


I vetri della Siv, le innovazioni della Magneti Marelli e la frutta sansalvese
Il viaggio non può che partire dalla fabbrica del vetro, oggi Pilkington-Nsg: Un’auto europea su quattro monta i vetri della Siv. Una industria che ha assunto dimensioni continentali affermandosi stabilmente sul mercato, Sono i cristalli più apprezzati dai costruttori. Non si limita al settore automobilistico la produzione della Siv e Un nuovo banco di prova come sponsor nei Rallies i titoli scelti per raccontarla.

Ampio spazio è dedicato anche a quella che oggi è conosciuta come Denso Manufacturing Italy: È nata con la Magneti Marelli una professionalità tutta abruzzese. Sono oltre duemila i dipendenti della grande azienda di San Salvo e un ulteriore spazio dedicato a Le nuove tecnologie sviluppate dal complesso. Parole e numeri che assumono una rilevanza ancora maggiore se confrontati con la realtà attuale. Ad esempio, la citata forza lavoro è crollata a meno di 700 unità e il settore batterie è solo un lontano ricordo.

Il tour sansalvese, poi, prosegue con la Icomi: un primato nei minerali non ferrosi. All’insegna del pionierismo l’insediamento della città. Questa fu una delle primissime aziende – oggi non più esistente – ad aprire i battenti dopo la Siv. Sono destinati anche alla Cina i prefabbricati della Vibrosud. La terza azienda in ordine di importanza di tutta l’area, invece, è dedicato all’attuale Generale Prefabbricati.
La visita di De Risio toccò anche il fiorente settore agricolo sansalvese: La frutta di San Salvo primizia per la Cee. Una cooperativa in netta e continua espansione.

A Gissi le auto-baby per gli sceicchi
Poi, una puntata nella fabbrica gissana oggi conosciuta come Robotec: Nasce a Gissi l’auto-baby per i figli degli sceicchi. Viene dalla Val Sinello la sorpresa della Gir Sud. Al centro dell’articolo c’è una singolare lavorazione della fabbrica: una riproduzione della Jeep per bambini (prodotta grazie a una licenza esclusiva con l’American Motors), acquistabile in versione elettrica o con motore a scoppio, «non un giocattolo, ma un’auto-baby completa» dal costo da 1,3 milioni fino a 2,2 milioni di lire esportata soprattutto in Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Stati Uniti, Germania Federale e Francia. L’obiettivo era venderne fino a 4mila all’anno e il giornalista ne ipotizzava l’uso in parchi giochi e scuole guida per funzioni didattiche.

La Terra d’Oro e il porto da modernizzare
La pagina dedicata a Vasto si apre con La Terra d’Oro e prosegue con Sotto l’arenile della splendida baia una miniera inesauribile per Vasto. La vocazione turistico-balneare, la vera industria della città. Nell’articolo si cita il crescente richiamo di turisti stranieri (francesi e tedeschi soprattutto) e della necessità di «romagnizzare la mentalità degli operatori», non una missione semplice «perché una tradizione turistico-alberghiera non si improvvisa».
Spazio anche al porto di Punta Penna: Uno scalo marittimo strategico che attende un giusto riassetto, articolo nel quale si auspicava il potenziamento dell’infrastruttura – con particolare riferimento ai moli di levante e ponente – non ritenuta idonea alle esigenze di sviluppo. Attualmente, 42 anni dopo, sono in corso gli iter autorizzativi per i definitivi interventi.

Le parole profetiche: «Rinnovarsi o perire»
Da quel lontano 16 maggio 1984, sono stati fatti importanti passi in avanti, ma anche qualcuno indietro. Tra le realtà insediatesi negli anni successivi al reportage si potrebbero citare Amazon e Adrilog tra le principali. A fare da contraltare c’è però la forte contrazione legata al mondo automotive testimoniata dalla differenza dei numeri citati: all’epoca la Siv impiegava 3.500 addetti, oggi la Pilkington circa 2.500 (stabilimenti Bravo e Primo compresi); la Magneti Marelli 2mila, oggi la Denso poco meno di 700 .
Ed è proprio riguardo a quest’ultima che le parole del giornalista De Risio suonano come solenne ammonimento. In uno dei pezzi sulla Magneti Marelli di San Salvo scrive che è stata «la prima in Italia a introdurre batterie in polipropilene» e che da dieci anni si conducono studi per migliorare le tecnologie aggiungendo «Mai come in questo caso vale il ben noto detto “rinnovarsi o perire”».
Mai, aggiungiamo noi, avvertimento potrebbe essere più profetico per lo stabilimento Denso in questi lunghi anni di investimenti ridotti e prospettive incerte.







