Il futuro della Esplodenti Sabino: l’Arca Defense chiede di poter produrre munizioni

L’Arca Defense Italy ha presentato allo sportello ambientale regionale la richiesta per la modifica di destinazione d’uso di alcuni locali per la gestione di sostanze esplosive. La Esplodenti Sabino si avvia così a cambiare la propria attività di demilitarizzazione fermatasi il 13 settembre 2023, giorno dell’ultimo gravissimo incidente sul lavoro costato la vita a tre dipendenti dopo la precedente tragedia del 21 dicembre 2020.

Nei giorni scorsi i sindacati, Confindustria e la nuova proprietà – che fa capo alla multinazionale turca Arca Defense, con sede ad Ankara – hanno incontrato la Regione per stabilire il percorso che dovrà portare alla ripresa del lavoro. I 65 dipendenti sono ancora coperti dalla cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione che scadrà a fine mese. Nell’incontro del 5 maggio è stato assicurato il prolungamento del periodo di applicazione dell’ammortizzatore sociale per altri sei mesi.

Il nodo centrale resta la ripresa delle lavorazioni. Oggi alcuni dipendenti sono impegnati nelle operazioni logistiche di riorganizzazione, ma la produzione è ancora ferma. La Arca Defense Italy spa – proprietaria del sito ufficialmente dal 29 settembre 2025, giorno della sottoscrizione dell’atto di cessione – non si occuperà più di smaltimento di ordigni e missili, attività ritenuta troppo pericolosa, ma della produzione di munizioni per la quale si attendono ancora le autorizzazioni. Per la riconversione del sito, la società ha annunciato 3 milioni di euro di investimenti.

La valutazione preliminare avviata ieri riguarda una variante non sostanziale con cambio della produzione svolta in alcuni locali che, a detta della società, non varierà gli impatti ambientali. Le modifiche riguardano cambi di produzione in quattro locali già destinati alla gestione di esplosivi. In questi si passerà al confezionamento di cariche di lancio M4A2 con esplosivo di prima categoria, al riconfezionamento di esplosivi e alla lavorazione del Tnt (tritolo).

Carlo Petaccia (Filctem Cgil), tra i i sindacalisti presenti all’incontro del 5 maggio, indica «entro la fine dell’anno» la probabile conclusione di tutto l’iter autorizzativo necessario – che interessa anche enti sovraregionali – alla partenza dell’attività produttiva.

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