Scritte ingiuriose sui muri di Vasto, perquisizioni e sequestri in due case

Sono stati individuati dalla polizia i presunti responsabili delle scritte ingiuriose apparse nelle scorse settimane su alcuni edifici di Vasto contro le istituzioni coinvolte nella vicenda della famiglia neorurale che viveva nel bosco di Palmoli.

Le perquisizioni sono scattate alle 6 di questa mattina. A riportarlo è il Tg3 Abruzzo. Gli indagati sarebbero un uomo e una donna, entrambi residenti a Pescara.

Nel corso delle operazioni gli agenti hanno sequestrato indumenti, scarpe, un cappello, bombolette spray, dispositivi elettronici e soprattutto munizioni di vario genere. Le indagini sono condotte dalla Digos di Pescara e coordinate dalla Procura di Campobasso, competente per territorio perché tra i bersagli delle scritte compariva anche un magistrato del Tribunale per i minorenni, oltre ad assistenti sociali e forze dell’ordine.

Le scritte, realizzate con vernice spray, erano state scoperte la mattina del 13 aprile, giorno del compleanno di Catherine Birmingham, madre della famiglia nel bosco. A lei e al marito Nathan Trevallion, dal 20 novembre 2025, è sospesa la responsabilità genitoriale. Da quella stessa data i loro tre figli sono affidati a una casa famiglia di Vasto.

Dopo il ritrovamento delle scritte, i componenti del presidio nato a sostegno della famiglia neorurale avevano preso pubblicamente le distanze dall’accaduto. Il gruppo aveva promosso una raccolta firme che aveva ottenuto migliaia di adesioni per chiedere che la madre potesse trascorrere il compleanno insieme ai figli. Richiesta che non era stata accolta: alla donna era stata concessa soltanto una videochiamata.

Nelle ore successive alla scoperta delle scritte, il sindaco di Vasto, Francesco Menna, aveva presentato denuncia annunciando inoltre l’intenzione del Comune di costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento dei danni, una volta individuati e condannati i responsabili.

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