Frana di Petacciato, si lavora alla riapertura parziale dell’A14. Oggi arriva Salvini

La dorsale adriatica resta ancora spezzata in due, ma sull’A14 si apre un primo spiraglio: i tecnici lavorano per arrivare nel più breve tempo possibile a una riapertura parziale del tratto molisano colpito dalla frana di Petacciato, probabilmente con una sola carreggiata di transito. Per ora, però, l’autostrada rimane chiusa nel tratto tra Vasto Sud e Termoli verso Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto Sud in direzione Pescara. Tutto sta a vedere se il fronte franoso si è fermato, presupposto necessario per poter intervenire.

A14, le verifiche in corso nella zona della frana

Possibilista su tempi più rapidi rispetto alle prime previsioni era stato ieri il capo del Dipartimento di Protezione civile, Fabio Ciciliano, tornato a Petacciato per un nuovo sopralluogo e per una riunione tecnica sul fronte franoso. Oggi, intanto, è atteso anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, mentre Autostrade per l’Italia continua a monitorare la situazione e a lavorare per individuare una soluzione che consenta almeno una parziale ripresa della circolazione.

Secondo quanto comunicato da Autostrade per l’Italia, sulla A14 Bologna-Taranto resta in vigore la chiusura dei tratti Poggio Imperiale-Vasto Sud in direzione Pescara e Vasto Sud-Termoli in direzione Bari. Il provvedimento, viene ribadito, si è reso necessario per consentire una verifica tecnica, dopo l’attivazione del sistema di monitoraggio installato in corrispondenza del fronte franoso di Petacciato.

A complicare ulteriormente il quadro c’è il fatto che anche la Statale 16 Adriatica, nel tratto interessato, non è percorribile. Per questo il traffico viene deviato sulle arterie interne, con percorsi più lunghi e inevitabili rallentamenti.

Per i veicoli leggeri diretti verso Bari, dopo l’uscita obbligatoria a Vasto Sud, il percorso consigliato è quello lungo la SS650 Trignina, con indicazioni per Isernia/Campobasso e poi per Termoli, dove è possibile rientrare in autostrada. In direzione opposta, verso Pescara, dopo l’uscita obbligatoria a Poggio Imperiale, il percorso suggerito passa per la SS16 in direzione Termoli, quindi per la SS650 Trignina verso Vasto, con rientro in A14 a Vasto Sud.

Molto più complessa la situazione per i mezzi pesanti, che devono affrontare deviazioni molto più lunghe: da Vasto Sud verso la Trignina, poi SS85 verso Venafro, quindi Caianello, con immissione sulla A1 Milano-Napoli, per poi proseguire sulla A30 Caserta-Salerno e infine sulla A16 Napoli-Canosa in direzione Bari. Percorso inverso per chi viaggia verso nord.

Per le lunghe percorrenze, Autostrade consiglia direttamente di utilizzare la direttrice tirrenica: A1 Milano-Napoli, poi A30 Caserta-Salerno e quindi A16 Napoli-Canosa verso Bari, e viceversa per chi arriva dalla Puglia.

Al momento, dunque, il tratto autostradale resta chiuso, ma il lavoro dei tecnici è concentrato sull’obiettivo di una riapertura almeno parziale, che ricucirebbe, almeno in parte, la fenditura che ha diviso in due la circolazione stradale e ferroviaria nazionale.

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