L’ex sindaco di San Salvo Gabriele Marchese torna sulla vicenda dell‘ex particella 18 e, in una lettera aperta indirizzata alla sindaca, Emanuela De Nicolis, chiede di fermare il progetto di nuove edificazioni alla Marina e di valutare invece la realizzazione di un campus di educazione ambientale.
Marchese parte dalla replica della sindaca, che giudica insufficiente: «Prendo atto con piacere che, dopo diverse sollecitazioni da me effettuate sull’argomento, è intervenuta. Se ricorda, le avevo scritto anche una lettera aperta, alla quale non aveva risposto». Ma, aggiunge, «il suo intervento presenta difetti di origine: è sulla difensiva e non fornisce risposte alle sollecitazioni che le ho rivolto. Lei ha un altro ruolo: governa la città e deve rendere conto ai cittadini delle scelte che la sua amministrazione porta avanti».

Nella lettera, l’ex primo cittadino ricostruisce anche il proprio ruolo nella storia dell’area: «È vero, fui io a metterla in vendita la prima volta, perché a suo tempo vi era un progetto di un gruppo imprenditoriale che voleva realizzarvi un centro benessere e per la talassoterapia, progetto che poi non si concretizzò: fin qui la mia responsabilità». Da allora, però, la sua posizione è cambiata. «Successivamente, dopo i vari tentativi di vendita della giunta Magnacca, tutti falliti, ritengo che lei e la sua amministrazione avreste dovuto essere molto prudenti nel mettere nuovamente all’asta quel terreno. Sarebbe stato necessario riflettere se lo stesso bene pubblico potesse essere utile per iniziative dirette allo sviluppo turistico della nostra Marina».
Marchese parte dalla replica della sindaca, che giudica insufficiente: «Prendo atto con piacere che, dopo diverse sollecitazioni da me effettuate sull’argomento, è intervenuta. Se ricorda, le avevo scritto anche una lettera aperta, alla quale non aveva risposto». Ma, aggiunge, «il suo intervento presenta difetti di origine: è sulla difensiva e non fornisce risposte alle sollecitazioni che le ho rivolto. Lei ha un altro ruolo: governa la città e deve rendere conto ai cittadini delle scelte che la sua amministrazione porta avanti». Nella lettera, l’ex primo cittadino ricostruisce anche il proprio ruolo nella storia dell’area: «È vero, fui io a metterla in vendita la prima volta, perché a suo tempo vi era un progetto di un gruppo imprenditoriale che voleva realizzarvi un centro benessere e per la talassoterapia, progetto che poi non si concretizzò: fin qui la mia responsabilità».

Da allora, però, la sua posizione è cambiata. «Successivamente, dopo i vari tentativi di vendita della giunta Magnacca, tutti falliti, ritengo che lei e la sua amministrazione avreste dovuto essere molto prudenti nel mettere nuovamente all’asta quel terreno. Sarebbe stato necessario riflettere se lo stesso bene pubblico potesse essere utile per iniziative dirette allo sviluppo turistico della nostra Marina». Marchese rivendica apertamente il cambio di linea: «È vero, ho cambiato opinione rispetto a vent’anni fa: ritengo che sia lecito, legittimo e anche utile. Guai a chi nella vita ha certezze assolute».
Poi il passaggio politico più diretto. L’ex sindaco ricorda di aver proposto due anni fa alla sindaca «la realizzazione di un campus di educazione ambientale rivolto ai giovani studenti», ricevendo come risposta che si trattava di «un progetto molto ambizioso». Non avendo avuto seguito, racconta di averne parlato anche con Tiziana Magnacca, all’epoca presidente del Consiglio comunale e oggi assessora regionale: «Mi rispose che avevate intenzione di realizzare un grande albergo; le feci notare che le grandi strutture ricettive stavano chiudendo dappertutto per difficoltà di gestione».
Per Marchese, il Comune ha tirato dritto «senza ascoltare nessuno», nonostante «le migliaia di firme raccolte e le numerose iniziative di protesta», prima «con la proposta del grattacielo» e poi «con l’asta che, per l’ennesima volta, è andata deserta». Nel merito, l’ex sindaco prova anche a indicare una strada: «La prima cosa da fare è la costituzione di una Fondazione tra il Comune di San Salvo, la Provincia di Chieti, la Regione Abruzzo, l’Università, le fondazioni bancarie e le associazioni ambientaliste, che avranno il compito di portare avanti il progetto sia sotto il profilo realizzativo sia scientifico». A seguire, «individuare un soggetto privato tramite gara pubblica, che dovrà gestire in maniera imprenditoriale le strutture ricettive».
Anche sulle coperture economiche Marchese indica alcune ipotesi: «Gli enti e le istituzioni partecipanti al progetto devono investire risorse proprie; si può attingere ai fondi comunitari specifici per l’ambiente; si possono utilizzare eventualmente le entrate derivanti dal bando di gara per l’utilizzo della spiaggia». Il finale è un invito esplicito alla sindaca a cambiare scelta: «Qui non si tratta di un gioco delle parti e le prossime elezioni non c’entrano nulla: è in gioco il futuro della nostra città e dei nostri figli. Non sciupiamo quest’area per realizzare palazzi che non ci sono utili». E ancora: «Le rinnovo l’invito a ripensare alla vostra scelta: sarebbe un bel gesto per il futuro di San Salvo».









