La Fiom Cgil di Chieti torna a parlare della Denso di San Salvo che «ha raggiunto un livello di criticità non più sostenibile». Le segreterie nazionali, in modo unitario, hanno formalizzato la richiesta di un incontro al ministro delle Imprese e del Made in Italy.
L’ultimo bilancio, dopo due annualità in attivo, ha si è chiuso in perdita e, secondo il sindacato, le previsioni per l’esercizio in corso (che si chiuderà il 31 marzo) indicano il proseguimento di un trend negativo. «Di fronte a questo scenario, la risposta dell’azienda appare, allo stato attuale, insufficiente», sottolinea la Fiom che sottolinea la mancanza di un piano industriale concreto e di lungo periodo, l’assenza di investimenti strategici necessari alla transizione produttiva e l’assenza di nuove commesse rilevanti per lo stabilimento.

Nella relazione all’ultimo bilancio (chiuso il 31 marzo 2025), si sottolineava la volontà di perseguire esclusivamente il mantenimento delle attuali linee produttive non prevedendo nuove produzioni a causa delle incertezze globali sul mercato automotive.
«Le lavoratrici e i lavoratori – interviene sul punto la Fiom – hanno dimostrato negli anni professionalità, competenza e spirito di sacrificio. Riteniamo che riconoscimenti simbolici non possano sostituire ciò che oggi è realmente necessario: investimenti concreti, nuove produzioni e prospettive industriali solide. Lavoratrici e lavoratori della Denso di San Salvo hanno dimostrato sul campo che questo stabilimento è competitivo. Non a caso, per due anni consecutivi il sito è stato premiato come migliore fabbrica europea del gruppo. Un risultato importante che testimonia il valore del lavoro da loro svolto e che dovrebbe rappresentare una base su cui costruire il futuro produttivo dello stabilimento».

«A rendere ancora più pesante la situazione si aggiunge l’isopensione. Questo strumento, finora utilizzato per gestire le eccedenze in modo non traumatico, rischia oggi di creare ulteriori difficoltà per alcuni lavoratori: a causa delle modifiche al sistema pensionistico introdotte dal Governo Meloni. È inaccettabile ipotizzare ulteriori riduzioni di personale».
Alfredo Fegatelli, segretario generale della Fiom di Chieti, esprime inoltre forte preoccupazione «visto che l’azienda ha fissato il prossimo incontro per il 23 aprile. Sappiamo che i vertici aziendali hanno già incontrato la proprietà giapponese lo scorso febbraio. Per questo motivo riteniamo importante che il confronto con le organizzazioni sindacali avvenga in tempi più rapidi e con elementi di chiarezza sul futuro del sito. Chiediamo che la Denso presenti al più presto un piano industriale credibile, che preveda l’assegnazione di nuovi prodotti e nuove prospettive produttive per lo stabilimento di San Salvo».









