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Chiaro Quotidiano
Home Ambiente

“Il Trigno vuole vivere”, il presidio sulle sponde del fiume tra cultura e protesta

14 Settembre 2026
in Ambiente
San Giovanni Lipioni
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Si è tenuto sulle due sponde del Trigno, sulla riva della Traversa di San Giovanni Lipioni e sulla riva di Canneto a Roccavivara, il primo appuntamento di settembre di salvatico presidio corale per il Trigno.

Riva-della-Traversa

Due luoghi che, a pochi chilometri l’uno dall’altro, raccontano un fiume molto diverso: prima dello sbarramento di San Giovanni Lipioni, l’acqua scorre e la vegetazione è rigogliosa, nonostante la siccità di quest’estate. A Canneto invece, il greto è quasi a secco e l’acqua sembra arrivare quasi a un binario morto.
È questa una delle ragioni di fondo da cui nasce il presidio di attenzione e di cultura pensato da alcuni cittadini di Celenza sul Trigno e creato insieme ad artiste, scienziate, associazioni e abitanti della valle del Trigno: inquietudine per le prese d’acqua che non lasciano al Trigno il suo minimo flusso ecologico e rendono ancora più fragile il suo corso già vulnerabile.

L’adduttrice di San Govanni Lipioni

Il 5 settembre, a San Giovanni Lipioni si è parlato della lontra, insieme all’ecologa molisana Giusi De Castro, lontra che è animale sentinella, misterioso ed elegante, tornato ad abitare le sponde del Trigno e a «ricordarci che molte sono le ragioni per tutelare un eco-sistema fluviale ricco di biodiversità e pur così a rischio», dicono gli organizzatori. Insieme ad Angela Stanisci, docente dell’Università del Molise, istituzione che collabora al presidio dal suo nascere, si è dialogato delle innumerevoli possibilità di riciclare l’acqua, elemento vitale che cambia forme ma mai natura, e dell’urgenza e possibilità di trovare nuove strade per accedervi senza esaurirla.

I racconti dell’ecologa Giusi De Castro
Spraint di lontra che odora di pesce e vegetale

Su invito di Mario di Nocco, che da anni si batte strenuanente per la tutela del fiume, insieme ai suoi concittadini di Celenza sul Trigno, tra cui ricordiamo Stefano Di Nocco, Antonio e Nicola Aquilano, Ennio Di Pardo, adulti e bambini hanno dato vita alla picconatura simbolica dell’adduttrice che preleva l’acqua e le impedisce di scorrere liberamente nel suo corso; un gesto di protesta e di festa che Giordano Gaspari ha accompagnato con le note della sua chitarra. Al calar della luce, il presidio si è spostato sull’altra sponda, alla Riva di Canneto, per Verso la Foce, «un racconto suggestivo, duro e pur luminoso fatto da un gruppo di giovani di Roccavivara, hanno tra i 18 e i 22 anni, insieme alla danzatrice Gisela Fantacuzzi, con la cura raffinata di Enza Sallustio. A partire dalle pagine memorabili che Gianni Celati dedicò al Po e da La vita delle piante del filosofo Emanuele Coccia, lì, vicino alla vecchia cava, nel paesaggio desolato in cui l’acqua ha smesso di scorrere e si impone il cemento degli argini crollati, le loro voci semplici, calde e determinate si sono spante come un nuovo fluire emozionato ed emozionante».

Il presidio sulla riva di Canneto
Verso il greto a secco, Canneto

«Ancora una volta, salvatico è stato il tempo per ritrovarsi insieme sulle rive del Trigno e tornare a riabitarle  fisicamente e poeticamente, per ricucire un legame con il fiume e farsi comunità attenta e inquieta.

Verso la foce, a cura di Enza Sallustio
Verso la foce, Riva di Canneto

salvatico continuerà  per tutto settembre, con la postazione permanente da cui osservare ogni giorno il volume d’acqua e la scritta di presidio “Il fiume Trigno vuole vivere”, sulla riva davanti a Canneto; con i laboratori nei paesi, il 24, 25 e 26; con l’azione corale per il World Rivers Day, parte dell’Atlante delle Rive ideato da Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo, il 27 settembre sul Ponte di Caprafica, tra Tufillo e Montemitro.

Spraint di lontra, che odora di pesce e vegetale
Le e i ragazzi di “Verso la foce”
Redazione Chiaro Quotidiano

Redazione Chiaro Quotidiano

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