Contenuto sponsorizzato – Alta sartoria e nuove tendenze: a South Next le esclusive creazioni di Marina Desiati

C’è una Vasto che crea, che custodisce l’antica arte del fatto a mano e che, al tempo stesso, sa dialogare con il futuro della moda nazionale. Una sintesi perfetta andata in scena lo scorso 29 agosto nella cornice suggestiva dei Giardini di Palazzo d’Avalos, teatro della prima edizione di South Next. L’installazione-evento, promossa dall’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Vasto guidato da Nicola Della Gatta e organizzato da Garone s.r.l, con direzione artistica di Irene Libbi per valorizzare le nuove generazioni di designer del centro e sud Italia, ha trasformato gli storici Giiardini napoletanii in un ponte concreto tra formazione accademica e industria della moda.

L’evento non è stato solo una sfilata, ma un percorso espositivo e un incubatore di idee grazie alla preziosa partecipazione di importanti professioniste del settore moda: Letizia Schätzinger, Annagemma Lascari, Barbara Catania e Martina Corsi.

Tra i protagonisti della serata, a portare in alto il nome della città, c’era la stilista e modellista vastese Marina Desiati, che ha partecipato con le esclusive creazioni sartoriali del suo Atelier situato nel cuore del centro storico. Unica professionista già affermata in mezzo a una folla di giovani talenti e studenti provenienti dalle più importanti accademie di moda, Marina Desiati ha saputo catturare l’attenzione del pubblico. La sua presenza ha rappresentato il punto d’incontro ideale tra la freschezza delle nuove idee e la solidità della grande tradizione tecnica artigianale.

Fluidità e geometrie: le creazioni in cady di seta.

Sotto i riflettori dei Giardini d’Avalos, l’Atelier ha presentato due eccezionali creazioni che fanno della fluidità del cady di seta e della maestria del taglio il proprio marchio di fabbrica. Il primo outfit a sfilare è un abito lungo in cady di seta arancione vibrante, una scelta cromatica che evoca i caldi tramonti della costa adriatica.

Il modello, con spalline sottili arricchite da piccoli volant, si distingue per una cascata di balze diagonali e simmetriche che accompagnano la linea del fianco fino a terra, culminando in un profondo e sensuale spacco centrale che dona dinamismo e leggerezza a ogni passo.

A incantare la platea è stato poi un sofisticato jumpsuit color rosa corallo. Il capo unisce un’eleganza frontale minimale – caratterizzata da uno scollo a barchetta, spalline strutturate e ampi pantaloni a palazzo con alti spacchi – a una spettacolare scollatura a V sulla schiena. Totalmente scoperta, la schiena è incorniciata da morbidi drappeggi e impreziosita da una delicata catena dorata che scivola sul corpo come un gioiello prezioso.

L’orgoglio della stilista «Ho partecipato con immensa felicità e con un profondo senso di fierezza», racconta a caldo la designer vastese. «Ero l’unica professionista presente tra tanti bravissimi designer e studenti accademici e l’unica a rappresentare Vasto in questa importante vetrina. Avere la possibilità di mostrare le creazioni del mio Atelier proprio all’interno dei Giardini d’Avalos, un luogo di rara bellezza e di enorme rilevanza storica per tutti noi, ha reso il tutto ancora più magico ed emozionante. Giocare in casa, circondata dall’affetto della mia città e dalla maestosità di quel panorama affacciato sul mare, è stata un’esperienza indimenticabile che ripaga di ogni sacrificio».

L’evento ha confermato come il talento locale, quando unito alla passione e alla competenza tecnica, non tema il confronto con le grandi realtà formative del Paese, regalando a Vasto una serata all’insegna dell’orgoglio e dell’eccellenza stilistica.

Marina Desiati, quanto conta, nella realizzazione di un capo, l’ispirazione che nasce dal territorio in cui vive e lavora?

“Molto. L’ispirazione è la scintilla che apre le porte delle idee, nonché la sintesi delle emozioni che si vivono e degli scenari che si vedono. Nel mio caso, quindi, Vasto rappresenta la base di vita e di lavoro ideale per me: un territorio dalla natura incantevole, con una buona qualità di vita che mi permette di trovare quel benessere per predisporre la mia creatività. Alzare lo sguardo e godermi un tramonto, voltarmi distratta e perdermi nell’azzurro del mare, o fare due passi in centro sono alcuni degli stimoli di benessere che un giorno si concretizzeranno”.

Che cosa significa per una stilista e modellista vedere una propria creazione prendere vita in passerella?

“E’ sempre emozionante dare vita ad un’idea. Io sono molto gratificata del lavoro che ho scelto e ogni giorno ringrazio le mie mani, i miei mezzi di espressione, le quali mi permettono di realizzare creazioni che valorizzano la silhouette e attirano sempre nuovi sguardi. E questo mi gratifica molto. Quando poi le mie creazioni sono indossate da modelle su passerella, sono ancora più felice: in quel momento la mia creazione non si indossa solamente, ma viene interpretata e messa in luce, sembra che prenda vita e per me è un trionfo di emozioni. E’ la buona riuscita del mio impegno”.

Qual è il passaggio più delicato nella trasformazione di un’idea in un abito sartoriale?

“Nella trasformazione di un’idea in un abito sartoriale, non posso indicare un solo passaggio più delicato. Ogni tappa richiede un’importante dose di pazienza, sensibilità, lungimiranza, sicurezza, lentezza, precisione e….delicatezza. Dal primo incontro con le clienti, quando la fantasia si unisce all’empatia, la progettazione del modello che richiede l’unione delle competenze tecniche, il momento del taglio da cui non si torna più indietro, le prove durante le quali si è in stretto contatto con la cliente, fino alle rifiniture, dove pazienza e precisione sono protagoniste. La delicatezza è prerogativa di questo mestiere, nello spirito e nelle mani”.

In un mondo della moda sempre più veloce e industrializzato, perché scegliere ancora oggi la strada dell’alta sartoria?

“L’alta sartoria, come il ritorno al fatto a mano e all’artigianato, rappresenta una luce di speranza verso il ritorno all’autenticità, alla cura e alla bellezza del dettaglio. Purtroppo, per quanto la moda industrializzata sia facile, comoda ed economica, ci ha omologati togliendoci quel privilegio di scelta e personalizzazione, oltre che la buona riuscita della confezione e la qualità dei tessuti. Per l’alta sartoria, invece, queste condizioni sono imprescindibili e un buon professionista del settore si tiene strette queste regole per assicurare il meglio, nell’attesa e nella viva speranza di un ritorno all’artigianato sempre più vicino”.

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