Paolo De Giosa torna a esporre dopo dieci anni: la mostra dal 31 agosto al 6 settembre

Dopo circa dieci anni, Paolo De Giosa torna con una mostra personale. L’artista esporrà nella sala “Mattioli” di Vasto, dal 31 agosto al 6 settembre. L’ultima evoluzione pittorica di De Giosa fonda le sue radici su una reinterpretazione contemporanea dell’orientalismo figurativo, combinando il suo tratto espressionista con le atmosfere del Nord Africa e del Maghreb.

I pilastri della sua ricerca pittorica sono supporti d’epoca e dialogo storico: L’artista utilizza pagine di vecchi quotidiani francesi o arabi del passato, mappe d’epoca, spartiti o antichi documenti cartacei come fondo per le sue opere. I testi a stampa e le ingialliture del tempo non vengono coperti, ma emergono attraverso il colore, creando una stratificazione tra la memoria storica del supporto e la figura dipinta.

Volti femminili e sguardi dal Maghreb: la figura femminile rimane il centro della sua poetica. De Giosa ritrae sguardi intensi, sfuggenti o parzialmente velati di donne magrebine e berbere. La resa dei tratti enfatizza gli occhi e la postura, cogliendo l’espressività, la dignità e il mistero dell’identità femminile mediorientale e nordafricana.

Scorci e atmosfere urbane: oltre ai ritratti, la ricerca abbraccia le geometrie e le luci tipiche delle medine, i vicoli assolati, le architetture in calce e i contrasti di luce/ombra dei paesi del Maghreb.
Tavolozza e tecnica: alle classiche velature ad olio su carte d’epoca si affiancano tonalità calde — ocra, sabbia, terra di Siena e blu intensi — stese con il caratteristico dinamismo del suo tratto espressionista, lasciando volutamente parti del supporto o del corpo “indefinite” o svanite (tecnica delle assenze).

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