La stessa auto, o almeno lo stesso modello. È un’Audi Rs di colore scuro l’elemento che può mettere in relazione i due furti messi a segno a distanza di due mesi sulla riviera di Canale, a Vasto. Un dettaglio ora al vaglio dei carabinieri che indagano sul raid compiuto nella notte di ieri.
In base a una prima ricostruzione dei fatti, dall’auto sono scesi quattro giovani, con i cappellini calati sul volto per nascondere gli occhi. Poco prima delle 4 hanno raggiunto un’abitazione e sono entrati da una finestra. In casa c’erano persone che non si sono accorte di nulla. Al loro risveglio hanno trovato la villetta svaligiata: sono spariti attrezzatura fotografica di valore, denaro e altri oggetti. Un danno da migliaia di euro.

Le modalità ricordano da vicino quelle del furto di giugno, quando un’altra abitazione della stessa zona era stata presa di mira. Anche allora gli abitanti non si erano accorti dell’ingresso dei ladri e si era ipotizzato l’utilizzo di una sostanza narcotizzante. Le sagome dei quattro giovani, descritte da residenti come asciutte e brevilinee, dopo il colpo sono risalite a piedi fino a raggiungere la vettura, che le attendeva con un complice per poi allontanarsi.
Stessa auto, o almeno stesso modello, e modalità molto simili. Sono elementi che gli investigatori stanno valutando insieme alle testimonianze delle vittime e dei residenti e alle immagini delle telecamere presenti nella zona.
Dopo il primo furto, i residenti di Canale – una ventina di famiglie – avevano deciso di organizzarsi pagando un servizio di vigilanza privata. Il nuovo raid ha rafforzato la preoccupazione e il servizio sarà ora ulteriormente potenziato.
I carabinieri cercano di ricostruire ogni fotogramma del colpo e di capire se dietro i due episodi ci sia la stessa banda. Resta da stabilire anche la provenienza dei ladri: potrebbe trattarsi, come già accaduto in passato nel Vastese, di una banda arrivata da fuori regione oppure di un gruppo del posto.







