Correnti pericolose a San Salvo Marina, l’ordinanza della guardia costiera disponeva boe e cartelli

La pericolosità delle correnti che si generano nello specchio acqueo più a sud d’Abruzzo, in territorio di San Salvo, sono ben conosciute dalla guardia costiera che da anni dispone misure precauzionali. È quanto emerge dalla lettura delle ordinanze di sicurezza balneare che l’ufficio circondariale marittimo di Vasto emana a ridosso di ogni stagione estiva e invia a Comuni, concessioni balneari e stampa (quest’anno firmata, l’8 maggio, dalla tenente di vascello Rossella D’Ettorre). Si tratta di un documento fondamentale che disciplina la sicurezza balneare (e relativo servizio di salvamento) dal 23 maggio al 20 settembre [LEGGI].

Torniamo a parlare del tratto di mare nel quale si è verificata la tragedia del 12 agosto in cui ha torvato la morte Antonella Monteferrante, di 50 anni. Sul drammatico decesso sono in corso le indagini per omicidio colposo (atto per ora contro ignoti) da parte della procura della Repubblica di Vasto. La famiglia della donna ha presentato un esposto chiedendo di verificare la presenza di eventuali responsabilità [LEGGI].

Correnti e boe

Quella piccola porzione di Adriatico è quasi completamente “chiusa”: fronte spiaggia ci sono le barriere frangiflutti, mentre a sud – quasi perpendicolarmente alla spiaggia e alle citate barriere – c’è la diga foranea del porticciolo turistico protetta dagli scogli. Qui si generano correnti di risacca che tendono a trascinare al largo passando per lo spazio tra frangiflutti e diga di circa 23 metri.

Una circostanza, come detto, conosciuta dalla guardia costiera impegnata negli anni scorsi in operazioni di soccorso e di recupero. Uno degli aspetti subito venuti alla luce è l’assenza, da tempo, della serie di gavitelli (boe galleggianti) apposta dalla protezione civile Valtrigno alla quale era affidato il servizio di salvamento (in accordo con capitaneria di porto e Comune), dopo i due drammatici episodi in dieci giorni del 2017 (un morto e un salvataggio in extremis, I PRECEDENTI): questa era stata posizionata dall’estremità sud dell’ultimo frangiflutti a quella a terra (in spiaggia) della diga foranea.

Questa precauzione rientra anche oggi tra gli obblighi previsti dall’ordinanza di cui citiamo integralmente il comma 8.4:
[Ai Comuni, per le spiagge libere e gli specchi acquei antistanti, è fatto altresì obbligo di]: predisporre un’adeguata cartellonistica ad alta visibilità che avverta della pericolosità causata dalle forti correnti che si generano in determinate zone nonché il posizionamento di gavitelli di colore rosso, collegati tra loro da una sagola galleggiante tarozzata e ben visibile, che delimitino il tratto di mare interessato. Tale obbligo si applica almeno alle seguenti località:
San Salvo Specchio acqueo antistante la spiaggia libera individuata con il n° 25 compreso tra la barriera frangiflutti e a terra con la diga foranea del porticciolo turistico “Le Marinelle”.
Vasto – specchio acqueo a ridosso delle opere portuali lato spiaggia Punta Penna e presso il trabocco di Punta Aderci interessato anche da variazione di fondali.
Torino di Sangro, Le Morge – specchio acqueo antistante la spiaggia a nord del lido “Le Campanelle” tra il pennello e la prima barriera frangiflutti.

I gavitelli, così come indicato nell’ordinanza e posizionati nel 2017 sono assenti: ce n’è uno solo su una corda che va dalla barriera frangiflutti all’estremità in mare della diga foranea, a circa 60 metri dalla spiaggia. La cartellonistica è la stessa presente su tutto il litorale sansalvese (così come previsto da un’altra disposizione dell’ordinanza) e indica il limite acque sicure a un metro di profondità, non ci sono i riferimenti alle correnti.

Per quanto riguarda i gavitelli di delimitazione posizionati nel 2017, grazie a foto di archivio e alle immagini di Google Street View, è possibile vedere come siano rimasti in mare almeno fino alla stagione balneare del 2019. Nel 2020, anno della seconda morte avvenuta in quello specchio d’acqua, sembrano già non esserci più.

La balneazione, inoltre, su tutto il tratto di competenza dell’ufficio circondariale marittimo di Vasto è vietata nel raggio di 5 metri dalle opere foranee.

Spiaggia libera?

Quello che salta all’occhio, però, è l’errore nell’indicazione di quel tratto di spiaggia. La disposizione menzionata è inserita nell’articolo “Spiagge libere all’uso pubblico”. Concetto poi ripetuto quando si cita «la spiaggia libera individuata con il n° 25».
La spiaggia n. 25 era libera fino a circa un paio di anni fa (quando vi si verificarono i precedenti del 2017 e del 2020), ma attualmente è in concessione proprio al porticciolo turistico “Le Marinelle”.

Un errore di attribuzione dal quale dipende strettamente chi deve fare cosa: sulle spiagge libere gli obblighi dettati dall’ordinanza di sicurezza balneare sono in capo al Comune, su quelle in concessione sono in capo ai concessionari.

È impossibile dire se la presenza delle precauzioni disposte dall’ordinanza balneare (da ricordare che la presenza dei gavitelli non limita la balneabilità della zona) avrebbe evitato quanto accaduto, su questo c’è un’indagine in corso. Anche in considerazione delle disposizioni emanate dall’ufficio circondariale marittimo, però, sarebbe opportuno dettare una maggiore consapevolezza sulla presenza di correnti, in determinate condizioni, in chi si appresta a entrare in acqua in quel tratto la cui pericolosità è nota da tempo anche alla guardia costiera vastese.

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