Tufillo, “Il Semplice Straordinario”: appuntamento con “Madame Aissata, le signora dei matrimoni”

Domenica 26 luglio, per il quinto appuntamento della rassegna Il Semplice Straordinario, sarà la volta  dello spettacolo Madame Aissata, le signora dei matrimoni, interpretato da Carla Robertson, che con questo lavoro, rappresentato in diversi scenari di Ecuador, Argentina, Bolivia, Colombia, Italia, Spagna, Svizzera, vinse il premio alla miglior attrice nel prestigioso Fiteq (Festival Internazionale del Teatro di Quito). 

L’appuntamento è alle 18 al Bosco di Simurgh di Tufillo (ingresso a offerta volontaria). «Madame Aissata è… Una Sherazade africana che ci trasporta in un mondo magico e reale al contempo, per sanare ancora una volta, con amore ed umorismo, la mente, il cuore e il corpo di quel re frammentato che si agita senza meta in ogni uomo e ogni donna del nostro tempo».

Sinossi

La signora dei matrimoni è invitata d’onore alla vigilia delle nozze di due giovani di nobile stirpe della città di Bandiagara, nel Malì. Il suo mestiere è quello di narratrice e cantatrice di leggende ed epopee di molte genti africane. È qui ora per parlare alla coppia di fidanzati del significato profondo dell’unione di donna e uomo. Così Madame Aissata assolve il suo compito raccontando con straordinaria maestria delle storie stupefacenti che catturano l’attenzione di tutti gli astanti.

Nota di regia

L’idea drammaturgica di una “signora dei matrimoni” come figura femminile intesa a giocare un ruolo fondamentale in ciò che è tradizionalmente l’educazione sentimentale e sessuale dei futuri sposi, è maturata come naturale conseguenza dello studio di quel linguaggio diretto, di un umorismo straordinario, senza moralismi ma pieno di vero pudore, che gli antichi africani utilizzano per trattare il tema della sessualità. 

Crediti
Produzione: Teatro Símurgh 
Attrice: Carla Robertson 
Fonti del testo: Racconti delle culture “Nupe” e “Cabili”
Drammaturgia: Fiore Zulli
Musica: Canti tradizionali africani arrangiati da Carla Robertson
Costume: Verena Spori
Regia: Fiore Zulli

«[…] Carla Robertson, con la regia e drammaturgia di Fiore Zulli, sorprende per la sua proiezione scenica, la forza del gesto, l’uso misurato dello spazio ed il ritmo corporale, tutti elementi che configurano uno spettacolo brillante. Quel gesto esplode e contamina lo spettatore, lo avvolge nei suoi suoni portentosi fino a lasciarlo cadere, quasi senza pietà, poiché la dama narratrice ha consumato impatto verbale. […] Quando osservavamo più a lungo gli spettatori diventavamo più coscienti dei tanti dettagli che davano prova che c’era una magia, un incanto come sostanza vitale ed unica. Furono, per dirlo con precauzione, piccoli frammenti di sostanza vivente… sospesi nel bel mezzo di un mondo esteriore carico delle più poderose energie. […]»,
Genoveva Mora Toral (dalla recensione dal titolo Piccoli frammenti sospesi, pubblicato nella rivista di arti sceniche El Apuntador Nº 41 – Quito, Ecuador).

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