Cianci: «Prima programma e campo largo, poi il candidato sindaco condiviso. No alle scorciatoie»

Prima il progetto politico, poi il nome del candidato sindaco. Paola Cianci lancia un sasso nello stagno del centrosinistra, che comincia a porsi il problema di quale strada imboccare verso le elezioni comunali del 2027.

Paola Cianci

Nell’ultimo direttivo cittadino del Pd, l’assessora all’Istruzione ha presentato un ordine del giorno approvato all’unanimità che traccia il percorso per la costruzione della futura alleanza. Ma, prima ancora delle alleanze e delle candidature, sollecita un confronto politico e programmatico. «Chi oggi chiede o indica già un nome per la candidatura a sindaco non sta facendo un favore alla coalizione», dice a Chiaro Quotidiano. «Verrà il tempo di capire chi guiderà il progetto, ma soltanto dopo aver definito il progetto stesso».

Il primo paletto sul sentiero che porterà alla primavera 2027 è questo: le decisioni che riguardano le elezioni di Vasto si devono prendere a Vasto. «Ad un anno circa dalle prossime elezioni comunali penso sia ormai opportuno avviare un dibattito serio e trasparente sul ruolo del centrosinistra nella nostra città», spiega. «Questa discussione, per quanto riguarda il nostro partito, non può che avvenire all’interno degli organismi dirigenti democraticamente eletti, gli unici luoghi deputati a decidere del futuro del Pd vastese». La direzione deve essere quella di riprodurre anche a livello locale il campo largo che si sta delineando nella politica nazionale: «La proposta politica è semplice quanto chiara ovvero costruire una coalizione larga e radicata nella società, con un chiaro profilo democratico e progressista, capace di unire tutte le energie del centrosinistra, le liste civiche, le associazioni e la società civile».

«Il punto di partenza non può che essere il modello del campo largo costruito sul piano nazionale su impulso di Elly Schlein, Antonio Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, così come il modello del Patto per l’Abruzzo rappresentato, sul piano regionale, da Luciano D’Amico». In questa prospettiva il Pd, «in quanto forza maggiore della coalizione, deve assumersi l’onere di convocare il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra per costruire l’asse portante della futura coalizione che dovrà crescere e allargarsi a tutte quelle forze che avranno voglia di lavorare per il bene comune e per il progresso della città».

Decidere cosa si vuole fare, prima di chi lo deve fare. «Le convergenze non potranno che nascere dai temi e dal programma, non esistono scorciatoie politiciste. Solo attraverso un programma serio e condiviso si può dare corpo ad una coalizione ampia, capace poi di ambire a vincere e ad amministrare la città». Cianci chiede l’avvio di una fase nuova: «Il centrosinistra in questi anni ha governato Vasto costruendo risultati, competenze e visione. Questo patrimonio dovrà arricchire la discussione, ma certamente non potrà bastare rivendicare quanto fatto. Occorrerà aprire una nuova fase politica, capace anche di affrontare con intelligenza gli elementi di criticità emersi in questi anni. Per questo è necessario avviare al più presto il confronto programmatico».

Il futuro candidato sindaco «dovrà avere una forte identità politica e sbaglia chi pensa che esistano candidati buoni per ogni stagione. Adesso è il momento di lavorare, costruire e ascoltare». E conclude: «La scelta della persona chiamata a guidare la coalizione sarà una conseguenza naturale del percorso politico e programmatico che riusciremo a costruire insieme».

L’ordine del giorno approvato dal direttivo impegna il segretario cittadino, Simone Lembo, ad avviare un tavolo permanente con le liste civiche dell’attuale maggioranza e con le forze del campo progressista, promuovendo momenti di ascolto e confronto sui contenuti programmatici. Gli obiettivi prefissati sono il rafforzamento del ruolo del Pd come perno della coalizione, la valorizzazione dell’esperienza amministrativa maturata in questi anni e la costruzione di un clima unitario in vista dell’appuntamento elettorale del 2027.

La discussione è solo all’inizio. Il rischio di personalismi che portino, di qui alla primavera 2027, al logoramento della coalizione è alto.

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