Ampliamento del porto, il ministero ha deciso: iter semplificato e ricerca di eventuali relitti sommersi

Iter autorizzativo semplificato per il secondo progetto di ampliamento del porto di Vasto. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica si è espresso con l’esclusione del procedimento dalla Valutazione d’impatto ambientale (Via) perché non ha potenziali impatti ambientali significativi e negativi.

Gli interventi di cui si parla sono quelli del progetto denominato “Potenziamento e riqualificazione infrastrutturale diga foranea, molo di levante e molo martello – Primo stralcio dei lavori di prolungamento della diga foranea Nord” presentato, il 12 maggio 2025, dal servizio Infrastrutture della Regione, costantemente al centro (insieme ai lavori già in corso) delle polemiche sui tempi di realizzazione.

Dopo l’invio delle integrazioni da parte della Regione che sanavano lacune ed errori presenti nella prima versione della documentazione [LEGGI], il direttore generale Valutazioni ambientali del ministero, Gianluigi Nocco, ha firmato il 28 maggio scorso il decreto con il quale si escludono ulteriori passaggi per la Via.

A essersi pronunciata favorevolmente all’esclusione da tali ulteriori valutazioni è stata anche la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara che però ha avanzato una prescrizione inserita anche nel decreto generale (insieme ad altre di carattere tecnico).
Considerato il quadro storico-ambientale dell’area, è possibile la presenza di reperti e relitti sommersi. Per questo, prima dei lavori, bisognerà eseguire indagini morfobatimetriche (Side Scan Sonar e Sub Bottom Profiler) con interpretazione da parte di un archeologo subacqueo qualificato; gli esiti di queste indagini dovranno essere comunicati alla stessa soprintendenza e al ministero prima dell’avvio dei lavori. In caso di individuazione di eventuali relitti, inoltre, si dovranno effettuare ispezioni visive dirette o tramite Rov (un apposito sistema a comando remoto).
L’esclusione dalla Via ha una durata di 5 anni.

Nello stesso documento si ricorda anche la tempistica dei lavori già in corso: l’ampliamento della banchina si concluderà entro la seconda metà del 2026.

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