Riforma sistema idrico Abruzzo, Cordisco: «Grazie alle nostre modifiche evitati danni peggiori»

«La riforma del sistema idrico regionale approvata in consiglio porta con sé una firma chiara: quella del Partito Democratico, che con un lavoro di opposizione serio, rigoroso e costruttivo è riuscito a bonificare un testo iniziale che definire pasticciato sarebbe un eufemismo. Abbiamo inserito correttivi fondamentali per tutelare i lavoratori, garantire investimenti minimi e mettere un freno alle derive più pericolose del testo originario della maggioranza. Ma il giudizio politico sull’impianto complessivo resta fortemente critico». Gianni Cordisco, responsabile Infrastrutture del Pd Abruzzo, rivendica il ruolo del partito nel recente riordino dei gestori del servizio idrico.

«Di fatto – spiega Cordisco – questa riforma impone una gestione unica regionale che svuota di poteri i territori, esautorando le amministrazioni locali e privando i sindaci di quella funzione di rappresentanza e di controllo di prossimità che è vitale per una gestione democratica dei beni comuni. Si centralizza tutto, allontanando i centri decisionali dai cittadini e dalle comunità che quelle reti e quelle risorse hanno difeso e gestito per decenni. La contraddizione più stridente, e se vogliamo più drammatica risiede nel tempismo e nella realtà dei fatti: si consuma uno scontro di potere sulla governance e non sul governo dei problemi noti proprio mentre l’Abruzzo vive una crisi idrica senza precedenti. Siamo di fronte a un contesto in cui la risorsa idrica è ormai più assente che presente nei rubinetti degli abruzzesi, con turnazioni estenuanti, danni incalcolabili all’agricoltura e disagi quotidiani per famiglie e imprese. La destra si preoccupa di accentrare il comando anziché correre a riparare una rete colabrodo che disperde oltre il 50% dell’acqua immessa».

Gianni Cordisco

«Il Pd in consiglio regionale e nelle comunità continuerà a vigilare sul territorio e al fianco dei sindaci – conclude Cordisco – affinché questa centralizzazione non si traduca nell’ennesimo strumento inefficiente a scapito dei servizi e delle tariffe per i cittadini. Ci batteremo affinché le reti e la distribuzione restino pubbliche evitando forme amene di privatizzazione. L’acqua è un bene pubblico e i territori non possono essere ridotti a spettatori paganti di scelte calate dall’alto».

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