Sanità abruzzese gravemente in rosso. A puntare il dito contro le politiche sanitarie della giunta di centrodestra è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che commenta il verbale del tavolo ministeriale di dicembre parlando di «una situazione pesantissima» per i conti del sistema regionale.

Nel terzo trimestre del 2025 il disavanzo tendenziale avrebbe raggiunto i 122 milioni di euro, confermando «uno squilibrio strutturale» dei conti. L’esponente dem sostiene che il consuntivo 2024 si sia chiuso con oltre 102 milioni di disavanzo, coperti anche attraverso l’aumento della pressione fiscale regionale.
Nel mirino dell’opposizione finiscono anche i ritardi nella programmazione sanitaria e nell’attuazione degli interventi previsti dal Pnrr. Paolucci evidenzia come risultino attive solo 2 case della comunità su 40 programmate e appena 2 ospedali di comunità sugli 11 previsti. Critiche anche sulla rete ospedaliera, sulle liste d’attesa e sulla mobilità sanitaria passiva, con un saldo negativo vicino ai 90 milioni di euro l’anno. «Non siamo davanti a singoli ritardi, ma a un sistema che procede per rincorse, correzioni e sollecitazioni ministeriali», afferma l’ex assessore alla Sanità della giunta D’Alfonso.
Il capogruppo Pd punta infine il dito contro il nuovo Programma operativo 2026-2028, che prevederebbe tagli per 154 milioni di euro al sistema sanitario regionale e oltre 100 milioni di coperture tramite tasse. «Un pasticcio sempre più grande, pagato dagli abruzzesi con più tasse, più attese e meno servizi»







