A Vasto la risorsa demaniale marittima è «scarsa», quindi per assegnare le concessioni balneari si dovranno indire le gare pubbliche, senza rinnovi automatici. Lo ha accertato il Comune con la determina numero 558 del 20 maggio, che avrà conseguenze rilevanti sull’applicazione della direttiva europea Bolkestein.

Dall’accertamento, previsto dalla legge ed espletato dal settore Promozione e Sviluppo locale del municipio, emerge che la verifica non può limitarsi alla sola estensione teorica della costa, ma deve tenere conto della «concreta disponibilità effettiva delle aree utilizzabili ai fini concessori», considerando vincoli paesaggistici, erosione costiera e porzioni di spiaggia libera. Il Piano demaniale marittimo comunale riguarda complessivamente 6 chilometri 945 metri lineari di costa. Una superficie di 375mila metri quadrati, in cui sono già presenti 36 concessioni demaniali marittime, mentre circa il 40% del litorale è destinato a spiaggia libera. La determina, firmata dal dirigente di settore Alfonso Mercogliano, evidenzia la presenza dei vincoli legati ai Piani di assetto naturalistico della Marina di Vasto e della Riserva di Punta Aderci, con tutele relative alla fascia dunale, agli habitat costieri e alla conservazione dell’ecosistema. A incidere sulla disponibilità delle aree sono anche l’erosione e l’arretramento della linea di costa.
Per questi motivi, «la disponibilità residua effettiva delle aree concretamente utilizzabili ai fini concessori risulta limitata e frammentata», quindi «la risorsa demaniale marittima disponibile nel territorio del Comune di Vasto presenta caratteri di scarsità ai sensi dell’art. 12 della Direttiva 2006/123/CE», si legge nel documento. Articolo 12 della norma europea che stabilisce come, in presenza di una risorsa naturale scarsa, gli Stati membri dell’Ue debbano procedere attraverso selezioni pubbliche imparziali e trasparenti, escludendo rinnovi automatici delle autorizzazioni. La scadenza fissata a livello comunitario per le gare è il 30 settembre 2027.







