Provincia, approvato il rendiconto: avanzo di 34 milioni. Minoranza: «Azione politica insufficiente»

Il consiglio provinciale di Chieti e l’assemblea dei sindaci hanno approvato, ieri, a maggioranza il Rendiconto di gestione 2025. Il risultato di amministrazione è pari a 34.421.604,05 euro. Per quanto riguarda la spesa corrente, nel 2025 è stata di 39.016.692,64 euro; le voci principali riguardano il contributo alla finanza pubblica (41,22% del totale), l’acquisto di beni e servizi (29,08%) e il costo del personale (17,86%), che al 31 dicembre scorso era composto da 146 unità.

In merito agli investimenti, gli impegni sono stati pari a 29.827.727,70 euro e possono essere suddivisi in due grandi settori: viabilità (70,95% del totale) ed edifici scolastici (29,05%). Il tempo medio di pagamento dei fornitori è di circa 19 giorni.

«L’approvazione – il commento del presidente Francesco Menna – rappresenta un passaggio importante perché certifica il lavoro oculato,  serio e responsabile portato avanti dall’amministrazione provinciale in un contesto economico e finanziario estremamente complesso. Abbiamo garantito il mantenimento degli equilibri di bilancio, assicurando al tempo stesso la continuità dei servizi fondamentali per le comunità locali».

«Non possiamo però nascondere le forti preoccupazioni per il futuro – ha proseguito Menna – I violenti fenomeni alluvionali che hanno colpito il territorio provinciale a inizio aprile hanno provocato danni ingenti alla rete viaria e agli edifici scolastici. Senza interventi straordinari e finanziamenti dedicati da parte del Governo e della Regione, il peso economico di queste emergenze rischia di incidere in maniera significativa sugli equilibri finanziari dei prossimi esercizi. A ciò si aggiunge il forte aumento dei costi energetici legato alle tensioni internazionali e alla crisi in Medioriente, una dinamica che rischia di gravare ulteriormente sui bilanci degli enti locali».

Il voto contrario de La Provincia che vogliamo

Come detto, il rendiconto è passato con i soli voti della maggioranza. Il gruppo di minoranza, La Provincia che vogliamo, ha votato contro. «Se ci fermiamo al dato generale, vediamo un avanzo di amministrazione di oltre 34 milioni di euro, un numero importante, presentato dal presidente Menna come un segnale di solidità – ha spiegato il gruppo – Questo avanzo è però in larga parte indisponibile: la parte realmente utilizzabile è poco più di 3,7 milioni, cioè circa il 10% di quell’avanzo. Questo significa che l’Ente ha risorse sulla carta, ma ha una capacità reale di manovra molto limitata».

«C’è poi un secondo dato che non può essere ignorato la gestione di competenza 2025, cioè nel corso dell’anno abbiamo speso più di quanto siamo riusciti a generare. L’equilibrio complessivo si è mantenuto solo grazie all’utilizzo degli avanzi degli anni precedenti. Un ente che si regge sugli avanzi non sta costruendo equilibrio, lo sta compensando».

Dopo una dissertazione sulla riforma Delrio a causa della quale «alle Province è stato chiesto di fare di più con meno», i membri della Provincia che vogliamo si sono detti pronti «a farsi da mediatori con il governo regionale e nazionale», ricordando l’emendamento al decreto legge “Commissari” – che autorizza la spesa di 27,5 milioni di euro, suddivisi in due annualità, per il ponte sul fiume Trigno e sul Sente – e l’intervento in somma urgenza del genio civile regionale per iniziare i lavori sulla fondovalle Treste.

«Non basta che i conti tornino, bisogna chiedersi se questo ente riesce davvero a incidere sul territorio – hanno concluso i consiglieri di minoranza motivando il proprio voto contrario –  La risposta, per come leggiamo questo rendiconto, è ancora insufficiente. Questo documento ci restituisce l’immagine di un ente che regge sul piano contabile, ma fatica a esercitare pienamente il proprio ruolo politico per il territorio».

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