Dehors in via Vespucci, il Consiglio di Stato dà ragione al bar e condanna il Comune di San Salvo

Il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar sull’installazione di dehors in via Vespucci a San Salvo Marina. La vicenda è iniziata quattro anni fa, quando nel 2022, il Comune ha emesso gli ordini di demolizione riguardanti l’apposizione di pergotende amovibili chiuse sui vari lati e arredate all’interno con tavoli e sedie a servizio delle attività commerciali.

Due delle attività coinvolte presentarono ricorso al Tar che, nel 2023, diede ragione al Comune: i dehors non dovevano essere installati sulle aree inizialmente destinate a parcheggi a servizio degli stessi locali commerciali.

Così, l’anno dopo, il 2024, il titolare di un bar ricorre al Consiglio di Stato che, il 17 febbraio scorso, ha emesso la sentenza con la quale si ribalta il giudizio del Tar. Secondo i magistrati della terza sezione – Fabio Franconiero (presidente), Giordano Lamberti, Davide Ponte, Giovanni Tulumello e Roberta Ravasio – la struttura installata rientra nei manufatti leggeri «annoverabili nell’edilizia libera».
«Tali elementi – si legge– non necessitano di permessi per la loro installazione; oltretutto, la copertura e la parziale chiusura perimetrale, derivanti dalla realizzazione delle opere in questione, non si rivelano stabili e permanenti, a motivo del carattere retrattile delle tende ovvero del materiale avente analoga funzione. Non essendovi dunque uno spazio chiuso stabilmente configurato, non si è conseguentemente realizzato un nuovo volume o superficie, e tanto meno una copertura o tamponatura di una costruzione, ovvero una trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio».

Le opere contestate, quindi, non avevano bisogno di un’autorizzazione a costruire essendo «completamente ritraibili» e «assolvendo ad una funzione di copertura, con ancoraggio parimenti leggero, connotandosi in termini di accessorietà». Inoltre, nella sentenza si traccia la differenza dalle tettoie (al centro di altri ordini di demolizione sulla stessa strada) perché trattandosi di «una struttura più leggera, non stabilmente infissa al suolo e con una funzione meramente accessoria, consistente nel sostegno e nell’estensione della tenda stessa, presentando elementi di copertura e chiusura facilmente amovibili e completamente retraibili».

Nella sentenza, inoltre, cade anche il vincolo paesaggistico. Alla luce della riforma della sentenza, il Comune di San Salvo è stato condannato al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio per un totale di 7mila euro.
Tale somma si configura come un debito fuori bilancio che sarà discusso nel prossimo consiglio comunale in programma il 30 aprile.

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