Antonio Sciorilli non ha risposto alle domande del giudice e, in una lunga dichiarazione spontanea, ha affermato di aver agito per legittima difesa. Si è tenuto stamattina, in tribunale a Vasto, l’interrogatorio di garanzia del 52enne che, domenica 19 aprile, ha ucciso il figlio Andrea con tre colpi di ascia.
Il dirigente Asl è stato accompagnato in tribunale dal carcere di Torre Sinello. Assistito dal legale Alessandro Orlando, si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha rilasciato dichiarazioni spontanee affermando di aver agito per legittima difesa ripercorrendo il clima di conflitto famigliare con il figlio.

Sui luoghi dei fatti è stato rinvenuto e refertato un coltello a serramanico con il quale il genitore potrebbe essere stato minacciato. All’uscita dal tribunale, Orlando ha spiegato brevemente quanto reso da Antonio Sciorilli al giudice Fabrizio Pasquale: «Le liti proseguivano da tempo per vari motivi di carattere famigliare, problemi lavorativi e di altro tipo».
Orlando ha poi spiegato che il 52enne «è molto scosso, molto provato, per questo ha ritenuto di non sottoporsi all’esame. Sta cercando di recuperare lucidità e ricordare quei momenti drammatici».

Il giudice si è riservato di decidere sulla convalida dell’arresto e sull’applicazione delle misure cautelari. L’uomo, dopo l’interrogatorio di garanzia, è stato riaccompagnato nella casa circondariale di Torre Sinello dove si trova in isolamento e sorvegliato a vista. I capi di imputazione sono omicidio volontario e occultamento di cadavere. Domani, alle 15, le esequie di Andrea Sciorilli nella chiesa di San Marco Evangelista.







