Un momento di confronto partecipato e ricco di spunti su un tema sempre più centrale come quello delle difficoltà scolastiche in età evolutiva. Si è svolto il 18 aprile, alla rotonda d Vasto Marina, il convegno Le difficoltà scolastiche nell’età evolutiva – Le zone d’ombra nello sviluppo dei processi di apprendimento, promosso dal Consorzio Vivere Vasto Marina.

Ad aprire i lavori sono stati il presidente del Consorzio, Piergiorgio Molino, e il vice sindaco Licia Fioravante, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, presente anche con l’assessore Anna Bosco, offrendo «un contributo significativo anche in qualità di genitore e professionista quotidianamente impegnata su queste tematiche».
Il convegno è poi entrato nel vivo con gli interventi degli esperti, che hanno affrontato il tema da diverse prospettive. Il neuropsichiatra infantile dottor Pincherle ha illustrato «i principali fattori predisponenti, strutturali, sociali e caratteriali, che possono incidere sullo sviluppo dei disturbi dell’apprendimento», fornendo anche «un quadro aggiornato delle normative scolastiche e giuridiche relative ai DSA».
La dottoressa Baleani, osteopata, ha richiamato l’attenzione sull’importanza della prevenzione, sottolineando come sia fondamentale «riconoscere precocemente condizioni strutturali, paramorfiche e traumatiche» che possono emergere già nei primi anni di vita e influenzare il percorso scolastico. Sul versante visivo, il dottor Molino, oculista, ha evidenziato il ruolo dei difetti refrattivi, spiegando come questi possano incidere non solo sulla vista ma anche «su aspetti funzionali e motori», con possibili ripercussioni sulle capacità di lettura, scrittura e memorizzazione.
Dal confronto tra le diverse discipline è emersa con forza una linea condivisa: «la necessità di un approccio multidisciplinare». Un modello che, attraverso la collaborazione tra professionisti, viene indicato come «la strada più efficace per supportare bambini, famiglie e scuola».
Fondamentale, secondo i relatori, è intervenire precocemente: «individuare già in età prescolare gli aspetti paramorfici, strutturali, funzionali e visivo-refrattivi e intervenire tempestivamente» permette non solo di migliorare l’apprendimento, ma anche di favorire una migliore integrazione sociale e uno sviluppo più armonico del bambino.







