Ex Istonia, Paolucci presenta risoluzione: «La giunta regionale si impegni per il passaggio all’Anas»

Il capogruppo Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, annuncia una risoluzione sull’argomento per spingere la giunta regionale ad attivarsi per la ristatalizzazione della Sp 212, ex Statale Istonia. L’importante arteria stradale che attraversa due regioni, da Vasto Marina a Forlì nel Sannio, è tra le più colpite dalle frane e dagli smottamenti della recente ondata di maltempo e oggi è interrotta in numerosi tratti.

Il tratto franato a Carunchio

La ex strada statale «deve passare all’Anas per avere tutele e le attenzioni che la sua realtà richiede. Si tratta di un’infrastruttura che ha un ruolo interregionale, il suo carico funzionale è quello di un’arteria strategica e le condizioni in cui versa, con tratti interrotti, fenomeni di dissesto idrogeologico in atto e manutenzione insufficiente, stanno aggravando l’isolamento di territori già fragili».

Nel dicembre del 2024, il passaggio era dato per fatto dopo l’ok dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici, ma il fascicolo è ancora fermo a quella data. «Il decreto legislativo 461 del 1999 prevede espressamente che le strade possano essere riclassificate e trasferite tra Stato e Regioni, anche su iniziativa regionale – spiega Paolucci – Il presidente Marsilio deve portare il tema in sede di Conferenza Stato Regioni per superare le viziate resistenze del Mef».

«La Regione deve aprire un tavolo di concertazione con il ministero delle Infrastrutture, la struttura territoriale Anas Abruzzo e Molise e il Consiglio superiore dei lavori pubblici, per verificare concretamente le condizioni tecnico-amministrative per il trasferimento della gestione all’Anas. Un tavolo su cui devono arrivare gli argomenti giusti: il carattere interregionale della direttrice, la sua funzione per le aree interne e per il sistema produttivo, la necessità di standard manutentivi e di sicurezza adeguati. Indispensabile coinvolgere gli enti territoriali interessati nella raccolta degli elementi tecnici e documentali necessari a sostenere la riclassificazione e riferire al consiglio regionale sugli esiti delle interlocuzioni, senza lasciare questa vicenda nel silenzio dei corridoi».

Sulla stessa strada insistono anche due importanti infrastrutture oggi chiuse come il viadotto Sente e la galleria “la Civita”.

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