Nuova giornata di tensione alla casa lavoro di Vasto, dove ieri un agente di polizia penitenziaria è stato colpito alla nuca con un computer lanciato da un internato. Un’aggressione avvenuta nel turno 16-24 e che ha riportato l’attenzione sulle condizioni della struttura, già da tempo denunciate dai sindacati.
Secondo la ricostruzione delle segreterie locali di Sappe e Uil Pa, l’agente, colpito da un internato magrebino senza alcun motivo, è stato medicato prima nell’infermeria dell’istituto e poi trasferito al Pronto soccorso di Vasto. Per lui una prognosi iniziale di cinque giorni. «Solidarietà al poliziotto e un augurio di pronta guarigione», scrivono le due organizzazioni.

I sindacati parlano di una situazione ormai fuori controllo e tornano a contestare la recente apertura del terzo piano della struttura: «E dopo la farsa dell’inaugurazione del 3° piano dello scorso 27 novembre, sotto un diluvio universale che ha quasi reso impraticabile l’istituto di Torre Sinello, ieri finalmente l’amministrazione è riuscita nel suo intento, spostare i detenuti più meritevoli al 3° piano: dovevano essere in 12, ma ben cinque hanno rinunciato, evidentemente hanno capito che era meglio restare dove erano».
Il quadro descritto è critico: «Al 3° piano manca perfino la linea telefonica detenuti, dove gli stessi effettuano le chiamate con i familiari, reparto sprovvisto di chiavi dei cancelli. L’intero istituto è ancora all’abbandono: una delle due porte carraie è rotta dallo scorso mese di maggio, il sistema di videosorveglianza è completamente in tilt, cancelli rotti e non funzionanti. Parlare di sicurezza nella casa lavoro di Vasto è praticamente utopia».
Le segreterie Sappe e Uil Pa ricordano inoltre che mancano 40 unità di polizia penitenziaria: «Nella stessa giornata di ieri non poteva mancare l’ennesima aggressione… L’agonia senza fine continua».
Duro l’intervento del sindaco di Vasto, Francesco Menna, che parla di situazione «inaccettabile» e punta il dito contro la gestione regionale e nazionale: «La situazione della Casa Lavoro di Vasto, resa nota ancora una volta dagli organi di stampa e dalle segreterie di Sappe e Uil Pa, conferma ciò che avevo già denunciato: l’istituto versa in condizioni inaccettabili, frutto di disattenzione politica e di una gestione regionale e nazionale targata Fratelli d’Italia che continua a girarsi dall’altra parte».
Il primo cittadino definisce l’aggressione «un punto di non ritorno»: «Il personale opera in un contesto segnato da problemi strutturali cronici, sistemi di sicurezza compromessi, porte carraie fuori uso da mesi, videosorveglianza in tilt, cancelli non funzionanti e un reparto inaugurato senza che venissero risolte le criticità più elementari». Menna critica la scelta di inaugurare il terzo piano il 27 novembre: «È stato un gesto puramente propagandistico. Chi governa la Regione Abruzzo e il comparto non può continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità. Il presidente Marsilio, l’assessore Magnacca e il consigliere Prospero non possono continuare a limitarsi a fotografie e annunci». Rinnova la richiesta di interventi urgenti: «Vasto non accetta più che la Casa Lavoro venga trattata come una periferia dimenticata. Chiedo al Governo e alla Regione interventi concreti e verificabili. Oggi più che mai serve responsabilità, non retorica».











