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Chiaro Quotidiano
Home Ambiente

Un resort con piscine e 52 alloggi a pochi passi dalla Via Verde, società pescarese presenta progetto

11 Novembre 2025
in Ambiente, Turismo
Vasto
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1

Si chiama Eco-Resort “Punta Aderci” ed quello che la C-Naturae srl di Pescara intendere realizzare su ciò che resta dell’ex camping “Oasi Punta Aderci”, tra la riserva regionale di Punta Aderci e il carcere di Torre Sinello. Il progetto sarà discusso, per la valutazione di incidenza, nella prossima riunione del comitato Via della Regione in programma il 13 novembre.

Il progetto

Come si può leggere nelle carte, la società proponente «intende procedere alla realizzazione della struttura turistico ricettiva denominata Eco Resort Punta Aderci operando una profonda riqualificazione dell’area ex “Camping Oasi Punta Aderci”, allo scopo di creare un servizio di qualità, che risulti adeguato all’ineccepibile valore paesaggistico del luogo, immerso nella natura mediterranea, e nei vigneti locali, che fanno di Punta Aderci un territorio di elevata integrazione uomo-ambiente». 

L’area interessata è di circa quattro ettari e, oltre alle strutture esistenti, si prevede la realizzazione di 52 unità abitative mobili di diverse tipologie: tenda per 2, tenda per 4, mobile home con una camera per 2 ospiti, mobile home con una camera e tenda esterna bambini per 4,  unità ibrida small (mobile home + tenda) per 2 ospiti, unità ibrida small (mobile home + tenda) e tenda esterna bambini per 4 ospiti, unità ibrida big (mobile home + tenda) per 4 ospiti. 

Un rendering del progetto

L’attuale zona ristorazione manterrà la sua funzione con l’aggiunta di una nuova e contigua area piscine, mentre la restante parte del lotto sarà occupato dalle unità abitative mobili. Oltre alla reception, è previsto l’edificio “Wellness” «completamente immerso nella vigna e distribuito all’interno di questa con vari corpi uniti da un percorso comune», mentre l’edificio principale «svolgerà le funzioni di accoglienza, spogliatoi, aree massaggi e saune, con all’esterno un’area piscine ed una terrazza solarium sulla copertura, con vista a 360 gradi sul territorio e soprattutto verso il mare. I corpi secondari avranno principalmente la funzione di aree relax, massaggi e palestra, e verranno disposti in modo tale da sfruttare gli assi visivi dettati dalla vigna, immergendosi totalmente in essa e nascondendo alla vista gli utenti dal resto delle aree».

Innegabile, la potenzialità turistica di una simile struttura che si troverebbe a pochi passi dalla Via Verde.

H2O: «Obbligatoria la Valutazione di Impatto Ambientale»

Non mancano però le prime prese di posizione con il Forum H2O che richiama la normativa e la necessità di confronto pubblico. «Lungo la Via Verde a Vasto, tra la Riserva di Punta Aderci e strada Torre Sinello,  è in arrivo un resort da ben 52 unità di alloggi prefabbricati (cosiddette unità abitative mobili) ciascuna delle quali sarà caratterizzata, si legge nel progetto, da un parcheggio per un’auto e da “un deck esterno in legno e policarbonato, da piscine e da area giardino di pertinenza”. Un intervento su quasi 4 ettari di terreni, in quello che molti anni or sono era un camping e che oggi è un’area coperta quasi integralmente da vigne, incolti e alberi. Ai pochi edifici esistenti sarà aggiunta un’area wellness. Una parte del lotto interessato dal progetto ricade nell’area protetta».

Un rendering del progetto

Il Comune per ora ha attivato una semplice procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica, rivolta ai soli enti pubblici, e una procedura di screening di Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca), anch’essa priva della fase pubblica per le osservazioni.

Per questo l’associazione, stamattina, ha inviato una segnalazione sul fatto che «per un intervento del genere, è obbligatoria la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, con la fase pubblica per le osservazioni, che appare essere stata completamente dimenticata. Inoltre, considerate le caratteristiche dimensionali del progetto e lo stato attuale dei luoghi, appare evidente come non ci si possa limitare a un mero screening di V.Inc.A. ma debba essere espletata la procedura completa, più approfondita e aperta alle osservazioni del pubblico».

Lo stato attuale dell’area

«La pressione antropica su questa riserva è già oggi, in alcuni periodi dell’anno, del tutto insostenibile e qui ci troviamo davanti a un progetto che immediatamente nei pressi consuma suolo attualmente occupato da elementi naturali o semi-naturali che dovranno cedere il posto a parcheggi e opere. In generale, si tratterebbe dell’ennesima struttura antropica situata lungo la cosiddetta “Via Verde” che, da percorso naturalistico, rischia sempre di più di diventare un lungo serpentone di manufatti vista mare che aumentano il consumo di prezioso suolo costiero, snaturando sia funzione ecologica sia la percezione della visita da parte dei futuri fruitori. Di “eco” rimarrà solo il prefisso aggiunto ai titoli di questo e degli altri progetti (l’intervento non a caso è stato chiamato “eco-resort”)», conclude Augusto De Sanctis, referente dell’associazione.

Redazione Chiaro Quotidiano

Redazione Chiaro Quotidiano

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Comments 1

  1. Nicola Di Nanno says:
    11 mesi ago

    Tante chiacchiere improntate sull’ecosostenibilita’. Poi, si sa come va a finire. Dalle tende ai manufatti ( anche nell’area protetta) il passo e’ breve. L’importante e’ mettere piede.

    Rispondi

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