Un piano da 340mila euro per rimuovere mille tonnellate di rifiuti stoccate illecitamente

Un piano da 340mila euro per rimuovere circa 1.000 tonnellate di rifiuti stoccati illecitamente in un capannone della zona industriale di San Salvo. È quello approvato dalla giunta guidata da Emanuela De Nicolis il 6 novembre scorso.

Il capannone

La vicenda

Si avvia alla conclusione una vicenda iniziata anni fa che destò particolare preoccupazione per i rischi ambientali connessi. I fatti vennero alla luce nel giugno del 2019 quando i carabinieri del Noe di Pescara apposero i sigilli a un capannone di contrada Piane Sant’Angelo, a ridosso della ferrovia in disuso, perché all’interno c’erano accatastate, fino al soffitto, centinaia di balle di rifiuti speciali per una quantità stimata tra le 800 e le 1.000 tonnellate. Il capannone è di proprietà di un imprenditore sansalvese che l’aveva concesso in affitto a una società di un’altra regione poi finita al centro di un’inchiesta sullo smaltimento illecito di rifiuti che riguardò tutta l’Italia.

La preoccupazione riguardava soprattutto le “modalità” di smaltimento finale. In numerosi casi, in altre parti del Paese, i rifiuti sono stati incendiati. Inimmaginabili le conseguenze di una simile eventualità.
Considerati gli alti costi di una bonifica: l’allora sindaca Tiziana Magnacca, nel 2020, firmò un’ordinanza affinché il proprietario dello stabile provvedesse alla rimozione dei rifiuti, incombenza non assolta e tornata, così, in capo all’ente pubblico che chiese aiuto alla Regione.

I fondi regionali e il progetto

La Regione, nell’agosto del 2023, ha quindi assegnato al Comune un contributo di 340mila euro per la caratterizzazione, la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti l’eventuale bonifica del sito con convenzione poi sottoscritta il 23 dicembre del 2024.
Le analisi effettuate dalla Biosan di Vasto hanno accertato che si tratta di materiale assimilabile ai residui del trattamento dei rifiuti urbani scongiurando quindi la presenza di rifiuti pericolosi. Nello scorso mese di luglio, il comando Noe di Pescara ha sollecitato il Comune affinché porti a termine il ripristino ambientale.

Così, nei giorni scorsi, la giunta ha approvato il progetto che metterà la parola fine a questa vicenda. Nei sei anni intercorsi, le inchieste delle forze dell’ordine hanno portato alla luce tanti casi simili in tutta Italia che non hanno risparmiato l’Abruzzo. L’ultimo sequestro è avvenuto solo qualche giorno fa, a fine ottobre, a Vasto [LEGGI].

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