Eolico su Monte Sorbo, dalla documentazione spuntano altre torri in territorio di Liscia

Imprecisioni che anticipano altri progetti. Parliamo dell’impianto eolico che la Edison Rinnovabili intende realizzare su Monte Sorbo in territorio di Carpineto Sinello (4 aerogeneratori per una potenza complessiva di 24 MW). Nella documentazione, in diverse occasioni, si fa riferimento a un fantomatico progetto nel confinante territorio di Liscia di cui, al momento, non c’è traccia nei vari sportelli ambientali.

Il progetto “gemello”

Il primo indizio lo si trova nelle pagine iniziali della Relazione avifauna e chirotteri progetto di impianto eolico Comune di Carpineto Sinello, nel passaggio: «La seguente relazione vuole illustrare la presenza di avifauna effettiva e potenziale, rilevata attraverso studi bibliografici e indagini di campo in aree limitrofe, nei territori del progetto di impianto eolico da realizzarsi sul territorio del comune di Liscia (CH)».

Medesima circostanza nel Piano di dismissione a fine vita: «La presente relazione ha lo scopo di illustrare nel dettaglio le fasi di dismissione dell’impianto eolico nel territorio del comune di Liscia». Si tratta molto probabilmente degli immancabili refusi ormai presenti in gran parte di progetti molto spesso simili presentati in vari territorio che, per questo, inducono all’errore in fase di redazione.

Il trasporto di un’elica di un altro progetto nell’Alto Vastese

L’eventuale “prova definitiva” dell’esistenza di un altro progetto “gemello” – che probabilmente sarà depositato a breve – si trova nella Relazione dati vento e valutazione della produzione attesa. Qui, nella vista satellitare, si possono osservare le quattro torri eoliche sul crinale di Monte Sorbo e, in linea, altre tre in giallo in territorio di Liscia nella zona di Colle San Giovanni (percorsa nel 2015 da un devastante incendio) e assenti nel resto della corposa documentazione.

In rosso gli impianti di Carpineto Sinello, in giallo quelli previsti a Liscia

Nel relativo paragrafo “Layout d’impianto” si legge, tra l’altro: «In figura sono anche indicati, in giallo, gli aerogeneratori del progetto di Liscia della medesima proponente […] Non sono presenti altri aerogeneratori di terzi in esercizio entro la distanza di 1,5-2 km dalle posizioni del layout di Carpineto Sinello oggetto della presente relazione (né dalle posizioni di Liscia) […] È stato effettuato il calcolo delle possibili perdite per scia dovute al limitrofo progetto di Liscia della medesima proponente […] Gli effetti di scia del limitrofo progetto di Liscia (rappresentato in figura nel paragrafo 1.2) della medesima proponente sono stati stimati mediante il modello di calcolo e porterebbero ad un aumento delle perdite di scia sul layout di Carpineto Sinello di circa 0,2% (portantole da 2,1% a 2,3%) con una produzione netta immessa in rete che da 48,1 GWh/y diverrebbe ca. 48,0 GWh/y».

La richiesta dei sindaci e la raccolta firme

Intanto, in attesa dell’appuntamento del 1° luglio a San Buono [LEGGI], va avanti la mobilitazione di Comuni e comitati. I sindaci di otto Comuni (Lentella, Dogliola, Guilmi, San Buono, Palmoli, Gissi, Fresagrandinaria e Furci) hanno chiesto la proroga dei termini per la presentazione delle osservazioni. La richiesta è motivata con la presentazione degli ultimi documenti da parte della Edison l’11 giugno, data diversa da quella dell’avvio del procedimento del 27 maggio.

Da Carpineto Sinello è inoltre partita una raccolta firme contro i progetti impattanti nel Vastese. Nella petizione vengono citati i principali progetti in itinere: parco eolico Abruzzo [LEGGI], maxi-impianto fotovoltaico di Furci [LEGGI], parco eolico Collechiesi [LEGGI], parco eolico Monte Sorbo [LEGGI], agrivoltaico tra Cupello e Monteodorisio [LEGGI], repowering parco eolico IR8 di Montazzoli, parco eolico Fresagrandinaria [LEGGI] e il progetto riguardante la stessa Fresagrandinaria, Lentella e Dogliola [LEGGI].

«I progetti finora presentati al ministero dell’Ambiente e alla Regione – vi si legge – sono ricchi di omissioni, falsificazioni e propongono di distruggere gli habitat protetti dalle direttive della stessa Unione Europea, mettendo a rischio non solo la salute e il benessere delle comunità locali, ma anche le specie animali e vegetali autoctone. La produzione di grandi quantità di energia non è pensata a far sviluppare le comunità locali, le quali consumano molto meno di quanto viene prodotto. L’energia prodotta è delocalizzata e utilizzata esclusivamente dalle grandi industrie che elargiscono per legge indennizzi proprio perché consapevoli del danno che vogliono attuare. Inoltre, il degrado paesaggistico, ambientale e archeologico causato da questi impianti, genera automaticamente un deprezzamento dei beni immobili, se non addirittura un crollo totale del mercato immobiliare locale, già in difficoltà. Un mercato che, al contrario, sta lentamente riprendendo vita proprio grazie all’attrattiva naturalistica di questo territorio».
«Si chiede ai suddetti enti pubblici un’informazione chiara e trasparente riguardo a decisioni così importanti e impattanti – si legge in conclusione – Si esige una presa di posizione altrettanto chiara e trasparente, che sia espressione della volontà popolare enunciata in questa petizione. Si chiede, infine, di certificare tale volontà, dichiarando questo territorio non idoneo ad impianti eolici e fotovoltaici a terra, nonché a tutti i piani a danno dello stesso».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *