A Vasto l’eurodeputato Castaldo (Azione): «La Regione non ha saputo spendere i fondi Ue»

Un governo regionale che non ha saputo spendere una parte consistente dei fondi Pnrr e, più in generale, dei finanziamenti europei. Così Azione attacca la Giunta Marsilio portando a Vasto l’eurodeputato Fabio Massimo Castaldo a una settimana dalle elezioni regionali del 10 marzo ora che il centrosinistra, dopo aver vinto in Sardegna, inizia a sperare in Abruzzo in una rimonta che, fino a qualche settimana fa, sembrava impossibile. Il partito di Carlo Calenda candida nel Vastese Emilia Cieri. A sostenetla, oltre a Castaldo, l’ex europarlamentare Daniela Aiuto, e il coordinatore di Vasto in Azione, Gaetano Fuiano.

Da sinistra, Cieri, Aiuto, Castaldo e Fuiano

«La nostra regione – sottolinea Aiuto – si trova sempre nelle ultime posizioni riguardo all’utilizzo dei finanziamenti europei. La classifica di quest’ultimo quinquennio ci ha relegato al terzultimo posto». Il governo si è ripreso «il finanziamento per la ferrovia Roma-Pescara. Poi, magicamente, dopo le elezioni in Sardegna, la Meloni è stata costretta a estrarre il coniglio dal cilindro e riesumare queste risorse facendole ricadere sui fondi del settennato ordinario». Graduatorie negative non solo in termini finanziari, visto che «l’Abruzzo è all’ultimo posto in Italia per attrattività turistica».

«L’Italia – fa notare Castaldo – ha raggiunto il 69 per cento della spesa programmata, ma la media europea si colloca 21 punti sopra. Sul fondo dello sviluppo rurale ha speso solo il 71 per cento, mentre sugli Fsc la spesa effettiva è stata appena del 58 per cento. Sono risorse che dovranno tornare nella disponibilità dell’Unione europea». L’impegno è a istituire «uno Sportello Europa almeno in ogni provincia per fornire un braccio operativo ai sindaci». Per l’Abruzzo e Vasto in particolare l’obiettivo è «attrarre turismo di fascia più alta destagionalizzando, ma tutto questo non accadrà, temo, per i ritardi nella spesa dei fondi Pnrr».

«In questi cinque anni – ribadisce Fuiano – l’Abruzzo è decaduta agli ultimi posti in tutte le graduatorie. Scontiamo la migrazione dei ragazzi che vanno fuoi a studiare e non tornano più sul territorio, o che studiano sul territorio, ma sono costretti ad andare a cercare lavoro fuori».

«I nostri problemi non sono solo regionali, ma la Regione deve anche guardare oltre», dice Emilia Cieri, candidata al Consiglio regionale. «È l’Europa che sta guardando a noi, quindi bisogna creare una sinergia» Servono progetti di sviluppo perché «se una Regione è in grado di elaborare progetti validi, il governo è tenuto a collaborare». «Io in Consiglio regionale a rappresentare i piccoli comuni? Sarebbe un onore. La gestione di un piccolo comune è la stessa di un centro grande: manca personale ma, spesso e volentieri, i piccoli comuni vengono dimenticati».

Alle elezioni regionali abruzzesi si presenta il campo largo centrosinistra-M5S attorno al candidato presidente, Luciano D’Amico, «una figura civica – afferma Castaldo – che ha brillato per rilanciare un’azienda decotta, ha saputo lavorare da rettore anche nella gestione economica delle risorse. Come si faceva a non sostenerlo? Vogliamo velocizzare il ritorno di Marsilio a Roma. questa regione è stata vista come terra di conquista elettorale». «Abbiamo dato – spiega Daniela Aiuto – un fortissimo impulso alla costruzione del programma e ne andiamo orgogliosi. Azione, essendo un partito molto giovane, ha un radicamento variabile sul territorio. Abbiamo sondaggi nazionali con risultati che non ci fanno spaventare di nessuno. Abbiamo formulato proposte di persone e supporto attivo a Luciano D’Amico».

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