Il Ppi di Gissi resta chiuso di notte, «ma è “solo” una rimodulazione sperimentale»

«Non è una chiusura, ma una rimodulazione dei servizi», ma gli effetti non sono molto diversi: almeno fino a settembre il Punto di Primo Intervento di Gissi resterà chiuso la notte. Asl Lanciano Vasto Chieti e Regione non retrocedono, ma non definiscono “chiusura” il dimezzamento orario dell’unico pronto soccorso dell’entroterra vastese, bensì una riprogrammazione sperimentale dovuta alla carenza di medici

I sindaci durante la protesta

Ieri pomeriggio, alcuni dei sindaci che hanno partecipato alla protesta di una settimana fa a Gissi, sono stati ricevuti a Pescara dall’assessore regionale Nicoletta Verì e dal direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Thomas Schael (oltre ad altri dirigenti e funzionari del settore). Dal Vastese, insieme al sindaco gissano Agostino Chieffo c’erano i colleghi di Castiglione Messer Marino (Silvana Di Palma), Guilmi (Carlo Racciatti), San Buono (Nicola Zerra), Liscia (Antonio Di Santo), Celenza sul Trigno (Walter Di Laudo che è anche direttore del Pta di Gissi), Torrebruna (Cristina Lella) e Carpineto Sinello (il vicesindaco Domenico Fidelibus).

Come detto, dal 1° luglio il Ppi chiude alle 20 e gli effetti sono stati subito avvertiti da chi ha dovuto dirottare su Vasto. Sul pronto soccorso del “San Pio”, Schael ha annunciato un progetto per meglio distribuire gli accessi coinvolgendo l’ex ospedale gissano, ma ad oggi non si conoscono i tempi, le uniche certezze restano la chiusura notturna del Ppi e l’attivazione dell’automedica con base a Carunchio.

Thomas Schael

Il dimezzamento orario è stato definito sperimentale, a settembre, se le risorse umane disponibili lo permetteranno, si può pensare a un ritorno al servizio h24, ma i precedenti insegnano che è difficile riacquistare ciò che è stato tolto.

La rimodulazione

L’assessore Nicoletta Verì in un comunicato spiega così la rimodulazione: «La base fondamentale è garantire con le risorse attuali comunque i migliori livelli di garanzia nell’assistenza in emergenza: garantire le postazioni medicalizzate del 118 già presenti e al momento, temporaneamente rimodulare a dodici ore il Ppi di Gissi così da garantire comunque l’assistenza H24, anche per le patologie importanti come quelle tempo-dipendenti che necessitano di rapida centralizzazione nel centro hub di riferimento.» 

La rimodulazione dell’assetto dei Ppi è al centro di valutazione da parte del Crea «e quindi si attenderanno a breve delle notizie in merito». In cantiere, ma senza tempi certi, ci sono: 
– progetto regionale per valorizzare le strutture territoriali multidisciplinaril al fine di convogliare in queste i codici a bassa intensità che creano sovraffollamento nei pronto soccorso dei centri hub mentre potrebbe essere servizi erogati da queste struttura con la collaborazione della medicina territoriale (proposta accolta con favore dai sindaci);
– introduzione dell’automedica in aggiunta e non sostitutiva per permettere una maggiore capillarità dell’operato del medico 118;
– implementazione dell’elisoccorso nelle aree montane;
– prospettive future di possibile incremento del personale con i prossimi concorsi e i nuovi medici specialisti in medicina di urgenza;
– incentivare accordo di confine con il Molise per l’emergenza 118 nelle postazioni tra le due regioni;
– istituzione di un tavolo di confronto tra azienda e sindaci permanente. 

Inoltre, oggi è in programma una conferenza stampa per la presentazione del progetto Abruzzo in Salute, con il presidente Marco Marsilio, Verì e dirigenti Asl: «L’obiettivo è quello di portare i servizi sanitari di prossimità direttamente nei Comuni abruzzesi più periferici».

Nicolettà Verì

«Andiamo avanti»

Scettico il sindaco Chieffo: «Il Ppi resterà chiuso la notte per tutta l’estate. Abbiamo cercato di spiegare che la carenza di medici e l’incapacità di reperirli non possono riversarsi sui cittadini. Per questo motivo noi andremo avanti per la nostra strada». Il primo cittadino gissano aveva già annunciato la volontà di ricorrere al Tar contro eventuali atti formali di limitazioni orario. La vicenda non si conclude sicuramente con l’incontro di ieri.

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