Sono state rinviate a giudizio le tre persone indagate per la morte di Nicola Di Biase, l’operaio edile morto l’11 novembre 2020 in un cantiere di San Salvo.
Stamattina al tribunale di Vasto, davanti al gup Fabrizio Pasquale, si è tenuta l’udienza preliminare per omicidio colposo in concorso con l’aggravante della violazione delle norme antinfortunistiche a carico del legale rappresentante della ditta individuale di San Salvo a cui erano affidati i lavori di rifacimento delle facciate, del titolare della ditta di Vasto che aveva ricevuto in subappalto alcune lavorazioni di risanamento e datore di lavoro di Di Biase e di un altro sansalvese responsabile della sicurezza del cantiere.
Il giudice ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Giampiero Di Florio fissando il processo il prossimo 19 aprile.

Di Biase, 59 anni, cadde da un’altezza di 4-5 metri nel cantiere di una palazzina di via Montegrappa, non perse conoscenza, ma morì una volta arrivato all’ospedale di Pescara in eliambulanza. La relazione del perito della Procura, Marco Colagrossi, non ha potuto stabilire con certezza da dove è avvenuta la caduta (se dall’impalcatura o da una terrazza non protetta).
Inizialmente erano indagate anche altre due persone (l’amministratore condominiale anche comproprietario del fabbricato e committente dei lavori, il legale rappresentante dell’impresa che ha allestito il ponteggio metallico). Per loro la Procura ha chiesto e ottenuto l’archiviazione del procedimento.








