L’arrivo a Venezia è stato affascinante, con la sagoma del Vespucci che si è stagliata davanti a San Marco. «Non c’ero mai stato e ho vissuto davvero un momento bellissimo». Durante la navigazione l’equipaggio ha affrontato diverse condizioni climatiche. «Abbiamo preso tanto mare ma siamo riusciti anche ad andare a vela». E quando, in mare aperto, si alzano gli occhi al cielo e, nel buio assoluto si guardano le stelle «beh, direi che è una sensazione che puoi capire solo se la provi». In nave ci si misura con i propri limiti e le proprie capacità. «Ti serve una mano? Non hai mamma e papà che ti vengono incontro ma chiedi aiuto ai tuoi compagni. In più occasioni, anche quando non ero in turno, ho aiutato altre squadre sapendo che, quando avrei avuto bisogno io, gli altri avrebbero fatto lo stesso».
L’esperienza vissuta da Denise e Mario arriva in momenti diversi del loro percorso scolastico. Il 18enne sansalvese la prossima estate affronterà la maturità. «Poi vorrei imbarcarmi su qualche nave mercantile o entrare nella Marina Militare. Vorrei stare lontano da casa, non perché qui non stia bene, ma perché poter vivere la libertà del mare è tutt’altra cosa». A Denise manca ancora un p0′ ma le idee sono altrettanto chiare. «Ho scelto il nautico perché penso possa darmi tanti sbocchi lavorativi nel mio futuro. Voglio realizzarmi in questo mondo e spero di potermi imbarcare. Il mare mi è sempre piaciuto, ho sempre avuto questa passione. Poi mio nonno da giovane è stato nell’esercito e questo suo percorso mi ha sempre ispirato. Le prime esperienze mi piacerebbe farle su un nave militare, perché sono quelle che ti danno l’impronta».
Per il presidente Di Donato e i soci Anmi ascoltare i racconti dei due giovani marinai è l’occasione «per riaccendere tanti ricordi. Poter favorire queste esperienze è anche una soddisfazione – dice il presidente dell’associazione -. I ragazzi hanno l’occasione di andare fuori casa e scoprire un altro tipo di vita, conoscere altre persone. Ci fa piacere che per Denise e Mario, come per i ragazzi e le ragazze che hanno già vissuto la navigazione su Palinuro e Vespucci, sia stata una bella occasione. Speriamo che i giorni trascorsi in mare restino in loro come impronta di vita per affrontare il loro percorso».










