Continuano a non esserci soluzioni immediate per il futuro Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro, l’ex grande centro di ricerca biomedica, i cui cancelli sono ormai sbarrati dal 2015: è infatti andata deserta l’asta per la procedura d’affitto aperta dalla Provincia di Chieti. L’ennesima pessima notizia per quella che era una volta un’eccellenza del territorio frentano e di tutto l’Abruzzo e per i tanti studenti e scienziati che qui giungevano per le loro ricerche e lavoro. A fine agosto la provincia proprietaria del grande immobile di quasi dodicimila metri quadrati, aveva pubblicato un avviso pubblico per la “concessione in locazione a terzi”. Nel bando c’erano la concessione per 9 anni rinnovabili di uffici, laboratori, auditorium, biblioteca, magazzino, officine, centrali tecnologiche e relative pertinenze (compresi gli spazi esterni destinati a parcheggio) e alloggio del custode al piano terra. La base d’asta di partenza prevedeva un canone annuo di 284.015,52 euro, con la manutenzione ordinaria e straordinaria e gli interventi di rifunzionalizzazione degli immobili e degli impianti (considerato il lungo periodo di inattività) a totale carico del concessionario.

Potenziali enti interessati alla struttura potevano essere società farmacologiche, case di cura, rsa o laboratori medici privati visto che resta come destinazione d’suo quella di ricerca scientifica ed il Mario Negri non potrà quindi essere utilizzato per fini e scopi differenti. Visto che anche questo bando è andato deserto e la soluzione relativa alla locazione non sembra percorribile, il presidente della Provincia di Chieti Francsco Menna aveva parlato di utilizzare l’ex polo come sede per ospitare gli uffici della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, idea questa condivisa anche con il direttore generale Thomas Schael e con il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini. La nuova cittadella dei servizi ospiterebbe quindi uffici tecnici ed amministrativi, ma anche la farmacia ed i laboratori di patologia clinica e anatomia patologica attualmente sistemati nell’ospedale “Renzetti” di Lanciano.