L’evento è bello e importante. Ma la data è sbagliata, secondo gli albergatori. Si chiedono se la città reggerà il flusso turistico ferragostano unito a quello del Jova beach party. A cominciare dalla disponibilità di acqua, che si disperde in gran quantità dalle tubature colabrodo creando seri problemi.

Tra gli imprenditori turistici serpeggia una certa preoccupazione per le giornate clou dell’estate vastese: 19 e 20 agosto. Sono i giorni dei due concerti di Jovanotti sulla spiaggia di Vasto Marina. Jova beach party vuol dire musica e spettacolo, decine di migliaia di spettatori, ma anche un’organizzazione imponente. A Vasto prima d’ora non c’è mai stato un evento di questa portata. Appuntamento saltato nel 2019 dopo il no della Commissione provinciale per i locali di pubblico spettacolo e spostato, di conseguenza, a Montesilvano. Stavolta non si può fallire. Ieri Chiaro Quotidiano ha pubblicato le prime misure previste dal piano organizzativo [LEGGI], che deve avere il via libera prima dal Comune e poi dalla Commissione che fa capo alla Prefettura.
PROBLEMA ACQUA – «Bisogna anche tenere presente che in quei giorni abbiamo un flusso di persone che ripartono dopo Ferragosto e uno di coloro che arrivano per iniziare le loro vacanze», fa notare Caterina Celenza, presidente provinciale di Federalberghi. «Un incontro con l’amministrazione comunale noi operatori del settore turistico lo avremmo preferito non in questo periodo, ma sei mesi fa, anche perché le date del Jova beach party sono note ormai da settembre dello scorso anno. Siamo molto preoccupati per l’adeguatezza delle infrastrutture, a partire da quella idrica, visto che in quel periodo le presenze raddoppiano non solo negli alberghi, ma anche nelle seconde case. Non ci piacciono le polemiche, ma la realtà è che siamo preoccupati. Non vogliamo passare per coloro che si schierano contro l’evento, però la scelta della data è stata indubbiamente infelice».
DESTAGIONALIZZARE – La maggior parte della domanda è rivolta a quei due-tre giorni, racconta l’albergatrice Alessia Fanelli: «L’interesse è forte, infatti riceviamo tantissime richieste per quelle date: 19-20 agosto oppure 19-21 agosto, una o due notti, ed è un continuo rimandare indietro queste richieste perché un’altra data avrebbe fatto sicuramente comodo, ma non aspettavamo il concerto di Jovanotti per lavorare il 19 e il 20 agosto. Sono già date di fuoco, in cui si lavora molto di più rispetto alla settimana precedente: è quello il periodo del boom, perché il prezzo scende un po’ rispetto alla settimana di Ferragosto. Quindi è una data sicuramente infelice. Noi e i nostri parenti gestiamo complessivamente tre hotel. La pensiamo allo stesso modo: non serviva far venire Jovanotti in quei giorni. Sarebbe stata auspicabile una collocazione diversa, perché le nostre strutture sono già full: in questo albergo i 44 posti disponibili sono tutti prenotati per quel periodo indipendentemente dall’evento. Preferiamo prenotazioni di 5-6 giorni, consapevoli che ormai è difficile avere pernottamenti di una settimana, perché con la crisi, col Covid, sempre meno persone fanno una vacanza di 7 giorni».
La questione annosa si chiama destagionalizzazione: «A giugno e settembre a Vasto non c’è nulla. Noi lo scorso anno abbiamo chiuso il 30 settembre, ma non c’era più neanche uno stabilimento balneare aperto. I turisti si lamentavano perché trovavano tutto chiuso, anche i bar. Sicuramente un evento di questa importanza avrebbe valorizzato la città più a giugno, settembre o anche nella prima quindicina di luglio».








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