Taglio di nastro questo pomeriggio, a San Salvo, per l’ospedale di comunità da 20 posti letto e la casa di comunità hub: con la loro entrata in funzione, nel complesso sanitario di via Alcide De Gasperi sarà possibile accedere dalle visite dal medico di famiglia agli esami diagnostici, dall’assistenza domiciliare alla valutazione dei bisogni sanitari e sociali, fino al posto letto per le cure intermedie.

Per l’occasione oltre alla sindaca Emanuela De Nicolis e all’assessora regionale Tiziana Magnacca a far gli onori di casa, il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Mauro Palmieri, il presidente della Regione, Marco Marsilio e l’assessora alla salute, Nicoletta Verì.


La nuova palazzina è operativa già da qualche giorno e ospita già un paziente. Qui sono stati investiti complessivamente circa 3,6 milioni di euro dal Pnrr: 1,91 milioni per la casa di comunità, 1,58 milioni per l’ospedale di comunità e 123.500 euro per la centrale operativa territoriale (Cot). «Un caso unico in Abruzzo, poiché i fondi Pnrr sono stati usati per realizzare un edificio ex novo, attiguo e collegato funzionalmente con il vecchio distretto, che continuerà a erogare alcune prestazioni diagnostiche e ambulatoriali».

I servizi
Al piano terra del nuovo si trovano il punto unico di accesso (pua), gli spazi per l’integrazione con i servizi sociali, l’assistenza domiciliare, il coordinamento infermieristico, l’infermiere di famiglia e comunità con una postazione di telemedicina e l’unità di valutazione multidimensionale. Ai due piani superiori si sviluppa l’ospedale di comunità, con 20 posti letto a gestione prevalentemente infermieristica.

Nel fabbricato preesistente continuano invece a convivere attività che molte persone conoscono già: cure primarie, continuità assistenziale, centro unico di prenotazione (cup), punto prelievi, scelta e revoca del medico, fisiokinesiterapia e specialistica ambulatoriale. Le branche comprendono cardiologia, diabetologia, neurologia, dermatologia, urologia, pneumologia, otorinolaringoiatria, oculistica, odontostomatologia ed endocrinologia.

A queste si affianca la diagnostica territoriale: radiologia tradizionale, mammografia, risonanza magnetica articolare, ortopantomografia, ecografie, ecocolordoppler, spirometria semplice ed elettrocardiografia. La struttura ospita anche i programmi organizzati di screening del dipartimento di prevenzione.
I 20 posti letto dell’ospedale di comunità sono destinati all’assistenza intermedia, a gestione prevalentemente infermieristica, pensata per un livello di cura diverso sia dall’assistenza a domicilio sia dal ricovero ospedaliero per acuti.

La logica della casa di comunità emerge soprattutto quando il bisogno non si esaurisce in una singola visita. Al centro c’è sempre Il pua e l’unità di valutazione multidimensionale lavorano sulla valutazione dei bisogni sanitari e sociali complessi, comprese le richieste di accesso alle prestazioni riabilitative e alle strutture residenziali. È presente anche un ambulatorio dedicato all’autismo. Le cure domiciliari comprendono inoltre i prelievi a domicilio per le persone non trasportabili, su prescrizione medica e prenotazione.

Casa di comunità e ospedale di comunità, insieme alla centrale operativa territoriale, sono tre interventi distinti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, realizzati attraverso un unico appalto integrato. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa Todima e diretti da Fabrizio Gattella.
«Migliore geografia dei servizi»
«Il dato più concreto – le parole di Palmieri – è nella geografia dei servizi: nello stesso complesso una persona può trovare il primo accesso alla rete territoriale, il medico, lo specialista, alcuni esami diagnostici, l’assistenza infermieristica e domiciliare, la valutazione sociosanitaria e, quando il percorso lo richiede, un posto letto nell’ospedale di comunità. È questa la struttura inaugurata oggi qui, ed è destinata a segnare una svolta nella sanità territoriale».

San Salvo non è un punto isolato della rete. La casa di comunità è l’hub dell’Area distrettuale 3 ed è collegata funzionalmente alle strutture spoke di Casalbordino, Castiglione Messer Marino, Gissi e Vasto. Il bacino diretto comprende i 19.912 abitanti di San Salvo, secondo il dato Istat al 1° gennaio 2025 e, per georeferenziazione, Cupello, Lentella e Fresagrandinaria.
«Questo è un nuovo modo di intendere la sanità – ha detto la prima cittadina De Nicolis – San Salvo è sempre più strategica». A fare da pungolo verso Asl e Regione è stato il vicesindaco Eugenio Spadano che oggi ha espresso tutta la propria soddisfazione: «Questa struttura lenisce sia la sofferenza delle persone che delle famiglie perché qui saranno accolti quei pazienti che non possono più stare in ospedale né tornare già a casa». Poi, lo stesso Spadano, ha aggiornato la lista della spesa presentata ai vertici Asl e regionali: «completare il percorso donna per il quale già ci sono attrezzature importanti, una Moc, l’odontoiatria sociale, il consultorio».




















