«Le postazioni del 118 sul territorio sono passate dalle 76 del 2023 alle 111 attuali». L’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, replica così alle critiche del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri sulla rimodulazione del servizio di emergenza-urgenza in Abruzzo e rivendica un potenziamento della rete, con 35 postazioni in più rispetto a tre anni fa.

Verì respinge quindi l’accusa di una riduzione dei servizi e sottolinea che la nuova organizzazione del 118 non sarebbe il risultato di una decisione politica. Il modello, spiega l’assessore, nasce da un documento tecnico elaborato dal Crea, il Comitato regionale emergenza Abruzzo, organismo composto dai direttori dei dipartimenti di emergenza-accettazione delle Asl e dai direttori delle centrali operative del 118.
Alla base della rimodulazione ci sarebbe, secondo la Regione, soprattutto la difficoltà nel reperire medici di emergenza-urgenza. «Non è un mistero – osserva Verì – che ormai da anni concorsi e avvisi pubblici per i medici del 118 vadano deserti», una situazione che, sottolinea, riguarda anche altre regioni italiane.
È in questo contesto che si inserisce il potenziamento delle postazioni infermieristiche, passate da 15 a 48. Il nuovo modello prevede inoltre l’integrazione con tecnologie per il monitoraggio continuo del paziente e con le automediche, pronte a intervenire nei casi in cui sia necessaria la presenza del medico.
Secondo l’assessore, anche la rimodulazione degli orari e della composizione degli equipaggi è stata definita sulla base dell’analisi dei servizi effettuati negli ultimi tre anni, considerando i diversi livelli di gravità degli interventi.
«Era doveroso – sostiene Verì – ottimizzare l’impiego di tutte le risorse», sia per quanto riguarda il personale sanitario sia per i mezzi disponibili. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è mantenere un servizio efficiente anche nelle aree più disagiate e lontane dai principali centri urbani.
Nel suo intervento, l’assessore rivendica inoltre il funzionamento della rete regionale per le cosiddette patologie tempo-dipendenti, come infarto, ictus e trauma. Secondo Verì, tutti i presidi della rete sono raggiungibili dalla quasi totalità della popolazione residente entro 30 minuti.
Sul tema del personale, invece, l’assessore si dice d’accordo con Taglieri sulla necessità di intervenire sia sulla formazione professionale sia sull’adeguamento retributivo degli operatori sanitari impegnati nel 118.
«Sono argomenti che sono in discussione sui tavoli nazionali», conclude Verì, precisando che si tratta di questioni sulle quali la Regione non dispone di competenza esclusiva.





